Disincanto è il nuovo album di Madame, in uscita oggi venerdì 17 aprile 2026. Tre anni dopo L’amore, dopo un silenzio che ha contenuto tantissima vita, l’artista pubblica quattordici canzoni che proseguono nell’esplorazione dei propri dolori e delle proprie intimità più profonde e più sincere.
L’album è disponibile da ora in preorder su tutte le piattaforme digitali e nei formati cd e vinile nero con poster, cd nero in esclusiva per Amazon e vinile trasparente autografato con poster e cd autografato in esclusiva per Sugar Music, ordinabile qui: https://shop.sugarmusic.com/collections/disincanto-madame.
Madame ha da poco annunciato il Madame Tour Estate 2026, che vedrà la cantautrice protagonista sui palchi dei principali festival italiani. I biglietti sono disponibili su ticketone.it e nei punti vendita abituali. Prodotto e organizzato da Friends & Partners e Vivo Concerti in collaborazione con Big Picture Management e Sugar Music, il tour toccherà alcuni dei più importanti festival italiani.
Madame inizierà il 3 luglio al Rugby Sound Festival di Legnano (MI), proseguirà il 6 luglio al Flowers Festival a Collegno (TO), il 9 luglio al Live in Genova Festival a Genova, il 12 luglio all’Anima Festival a Cervere (CN), il 27 luglio al Villafranca Festival 2026 a Villafranca (VR), il 29 luglio all’Udine Vola 2026 a Udine, il 3 agosto allo Zoo Music Fest a Pescara, il 9 agosto all’Arena della Regina a Cattolica (RN), l’11 agosto al Villa Bertelli Live a Forte dei Marmi (LU), il 12 agosto al Castiglioncello Festival a Castiglioncello (LI), il 23 agosto all’Arena Bianca a Ostuni (BR), il 25 agosto al Fossato del Castello a Barletta (BT), il 2 settembre al Vicenza in Festival a Vicenza, il 4 settembre al Trento Live Fest di Trento, l’11 settembre al Dream Pop Fest di Palermo e, infine, il 13 settembre al Festival Taormina Arte di Taormina (ME).
Madame traccia per traccia
Partenza ipnotica, almeno a livello sonoro, per l’album: Disincanto, title track e singolo, in realtà ha un testo molto radicato a terra, nonostante qualche svolazzo vocale. Riferimenti biblici ma anche una ricerca di verità anche crudele in un brano che solleva il velo fin dai primi giri dell’album.
Parla di un mondo pieno di ricatti, quello della musica e della discografia, Come stai? Qui i suoni e i ritmi vanno decisamente verso l’hip hop, venato di qualche orientalismo. Ma la realtà è ancora cruda e autobiografica, tra le barre che raccontano di un blocco creativo, di cure mediche necessarie, di se stessa: “Madame non è solo intrattimento/Madame dice tutto quello che pensa“. Il parlare di sé in terza persona, che spesso nel rap significa affermazione spavalda, qui serve a mettere avanti dubbi, a rispondere a titoli di giornale, a far capire che dietro “l’intrattenimento” ci sono vite vere.
C’è Marracash a supportare Volevo capire, breve ma tagliente: “solo nei narcotici c’è purezza” dice Marra, che si mette a nudo pure lui, come se Madame in qualche modo “obbligasse” a offrire pezzi di sé, in brani pienissimi di domande che spesso rimangono in sospeso, ma costringono a pensare.
Acqua e gocce, scopate controvoglia e pranzi di nascosto: Ok tira fuori ancora un po’ di viscere, di fronte a una risposta che questa volta c’è, ma è appunto un vuoto “ok” onnipresente, buono per tutte le questioni. “Mi dicono che sono vittima di me stessa/ma io non ho così tanto potere su me stessa“: una dichiarazione di impotenza disarmante e ricca di implicazioni a ogni livello.
Leggermente meno intossicante, ecco poi Invidiosa, in cui l’invidia del titolo si convoglia in un rapporto che in realtà sembra avere zone morbide (anche se poi il vocale finale parla di paranoie).
Mai più riprende a buttare il sangue e i propri problemi nelle barre, sempre più fitte: alternativo anche il tema dei soldi, che in questo disco è ribaltato completamente rispetto al rap classico, soprattutto maschile. Qui i soldi sono un problema, perché attirano gli avvoltoi, che si nascondono nella discografia, nella stampa, nel management, in tutte le componenti di un mondo oggettivamente malato. Altri riferimenti a Sanremo, altri vampiri che aleggiano sugli artisti, cercando di spremere tutto quello che c’è. Finale gospel a sorpresa.
Ha sapori black No pressure, che viaggia sul sentimentale, mostrando una tenerezza sincera e una malinconia questa volta abbastanza vellutata, anche a livello sonoro, con il pianoforte che tiene insieme tutto. Anche Bestia parte soft e con i tasti del piano a fare da collante: poi il brano cambia ritmi e si fa sincopato, tra segreti e vergogne, con una dolcezza che avvolge le proprie amarezze.
“Sono più volgare della Divina Commedia” afferma P*****a svizzera, che oggettivamente mantiene il proposito, anche con la complicità di Nerissima serpe, Papa V, 6occia. Il pezzo usa concetti molto esplicitamente sessuali, spingendo forte sulla volgarità, a volte con vanterie che sfiorano il paradossale, ma tutto è usato come strumento contundente per aprire ulteriori squarci su una vita spesso allucinata e poco soddisfacente, a dispetto di tutto il sesso esibito e vantato.
Altro singolo, ecco Rosso come il fango, che questa volta mette la propria attenzione sulla famiglia, sugli amici e sulle difficoltà di lavoro, in un brano curiosamente più gentile degli altri: “A tutti quelli che nascono storti come noi/poveri come noi“.
Una richiesta triste è al centro di Non mi tradire, che esprime la propria necessità di esternare: “Io vivo due vite/una con te una con la fobia“. Un rapporto contrastato è anche un modo per leggere se stessi e per specchiarsi nel dolore e nella paura altrui.
Racconta più che rappare Allucinazioni, che cresce gradualmente, seguendo un percorso che si allarga sempre di più, senza rinunciare a un tono intimo ed esplorativo. “Sono allucinazioni/non è la verità/vuoi le trasfusioni/di felicità“: la ricerca di un po’ di pace caratterizza una vita che richiede una fuga di qualche tipo.
Un altro rapporto, presumibilmente tossico, è lasciato alle spalle con La persona peggiore del mondo: dalla cima di un dirupo si osserva una scelta possibile, che può perfino essere quella dell’autoconservazione, per una volta.
L’album si chiude con Grazie, che è una canzone che assomiglia tantissimo a una seduta terapeutica. Ed è un modo particolarmente doloroso di chiudere un disco, quasi senza speranza, quasi senza fiato.
Difficile mettersi a nudo più di quanto Madame non faccia, ormai da anni e da svariati dischi, ma qui forse c’è un passo oltre, figlio di tre anni di silenzio e di dolore. E sarebbe bello pensare che da qui in avanti per lei sarà tutto diverso, ma non è che il mondo (soprattutto quello musicale) sia molto migliorato nel frattempo.
La risposta, le risposte, sono da cercare dentro (e non citeremo Guzzanti in questo caso, ma forse ci starebbe): Madame è alla ricerca di tali e tante risposte che ci ha fatto un disco e forse una vita. Le sue angosce sono talmente evidenti che sembra di toccarle, di subirle, di sentirle nella carne, talvolta c’è perfino l’esigenza di rigettarle perché infastidiscono.
Ed è esattamente questo che fanno gli Artisti: si purgano addosso a te, ti riversano il male di vivere, ti prendono a frustate e poi dicono che ti vogliono bene. Sarà catartico? Forse. In ogni caso questo suona come un disco sincero quasi oltre ogni limite, sicuramente necessario. Presente quando si dice “urgenza”, solitamente a caso, relativamente a un lp? Ecco, questa volta è vero.

