Frida Martini, “Maledette canzoni d’amore”: la recensione

frida martini

Disponibile su tutte le piattaforme digitali per Sangita Records (distr. ADA Music Italy) e con la produzione di Vincenzo Leone il primo album del progetto Frida Martini“Maledette canzoni d’amore”, questo il titolo della raccolta, è un disco nato quasi sempre di notte. Tra sigarette spente male, messaggi cancellati, ritorni sbagliati e persone che si promettevano per sempre senza sapere nemmeno restare.

Frida Martini traccia per traccia

C’è qualcosa di gazzelliano (con un po’ di Achille Lauro) nell’apertura morbida dell’album e di Stupidi, tra sax, accento romano e dichiarazioni di fragilità sentimentale che la voce propone con delicatezza, ma che il testo grida forte. La parte dance del pezzo, che arriva dopo la metà, non cambia l’umore complessivo del brano.

L’atmosfera pop-dance, con un po’ di r&b nelle vene, si riversa fino a Distrattamente amore, che ha qualche vibrazione vintage, mentre alcuni maestri nobili del genere vengono alla mente.

I ricordi di un passato rimpianto si prendono Lunedì, ballatona sentimentale piena di nostalgie e di domande senza risposta, con strofe da cantare a braccia aperte.

L’argomento rimane sostanzialmente lo stesso in Senza di me, cronaca fedele di un addio raccontato nei dettagli, in duetto con Eddie Brock.

Cita Vasco Rossi in modo diretto nel testo e riprende a ballare Vive l’Amour, che ha un basso pulsante. Anche qui si parla di ricordi dolorosi attraverso immagini fotografiche, ma l’atteggiamento è molto più disinvolto, con chitarra elettrica e molto groove.

Tornano bassi i toni in Figlia della Luna, ritratto notturno con un po’ di elettricità. Platonico confronta le aspirazioni di una coppia che non è più coppia.

Idee più noir quelle che popolano Paradiso criminale, che si allinea sui movimenti di un basso piuttosto funk. Il sentimentalismo torna a dominare i sensi di Soli, altra ballata che punta tutto sull’emozione.

Ancora più notturna Mare acido (con un titolo che fa pensare ad antichi Litfiba, invece decisamente no). Si chiude con un certo rancore in E allora ciao, ultima ballad di congedo.

Le ascendenze del cantautorato pop per cui Frida Martini ha scritto canzoni si riversano nella sua produzione personale, confezionando un disco ben fatto, forse solo un po’ fuori tempo.

Chi è Frida Martini

Frida Martini nasce dall’incontro di due mondi. Frida richiama Frida Kahlo: la forza nella fragilità, l’arte che parte dal dolore e diventa colore, verità, identità. Martini omaggia Mia Martini: una voce profondissima, emotiva, senza filtri, capace di trasformare le ferite in canto. Insieme, “Frida Martini” racconta un artista che unisce intensità emotiva, imperfezione coraggiosa e bellezza cruda.

Una firma che porta dentro sia la ferita che la rinascita. Frida Martini è al suo primo lavoro discografico, ma come autore ha già molte collaborazioni all’attivo con importanti artisti italiani, ha scritto canzoni per Eros Ramazzotti, Ermal Meta, Fabrizio Moro e altri, e ha vinto, sempre come autore, un Festival di Sanremo.

Genere musicale: itpop

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Pagina Instagram Frida Martini

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