Gianaldo Sangalli: nella musica sento il bisogno dell’elemento umano

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Domani, venerdì 17 aprile, uscirà In pace col mondo che è in guerra con me, il disco d’esordio di Gianaldo Sangalli, cantautore classe 1995 che arriva a questo traguardo dopo anni di esperienze tra città diverse, lavori e progetti vissuti fino in fondo.

Il suo percorso, personale e artistico, si riflette in un album costruito attorno alla scrittura e a un’urgenza espressiva autentica, lontana da scorciatoie e soluzioni immediate.

Il progetto prende forma nel 2025 con il supporto artistico di Luca Cersosimo e si chiude a dicembre dello stesso anno ai Massive Arts Studios di Milano sotto la guida di Alberto Cutolo. Anticipato dal singolo Agosto, presentato su Radio Deejay, il disco è il risultato di una ricerca sonora e umana che mette al centro l’essenzialità e il racconto, sviluppato insieme a una formazione musicale variabile capace di dare profondità ai brani.

Un lavoro che non cerca risposte facili, ma prova ad aprire uno spazio di ascolto e consapevolezza, in equilibrio tra tensione interiore e bisogno di restare fedeli a sé stessi.

Sei nato nel 1995, in quella ‘terra di mezzo’ tra il tramonto dell’analogico e l’alba del digitale. In che modo queste due dimensioni convivono nella tua produzione artistica e come influenzano il tuo modo di concepire il suono?

Il concetto di “terra di mezzo” non mi dispiace, forse perché mi sento un po’ un Hobbit. Al giorno d’oggi, nella registrazione, produzione e promozione di un disco, ci sono dei passaggi digitali obbligati, ma non tutti, anzi.

Credo molto nell’energia dell’analogico intrinseca alla musica, che risiede negli strumenti musicali: il fiato che si mette in un ottone, la pennata in una chitarra, la “pacca” sul rullante della batteria. Nella musica sento il bisogno dell’elemento umano e la Banda che mi accompagna in questo viaggio me lo da tutto. Nel full
band siamo in sette, nel disco anche di più.

Mentre scrivi, ti capita mai di avvertire un senso di ‘pudore’ verso ciò che stai mettendo su carta, spingendoti a censurare un passaggio per non scoprirti troppo? O prevale l’urgenza comunicativa, rendendoti immune alle possibili conseguenze di una verità messa in musica?

Di certo prevale quest’ultima. Credo nella responsabilità d’artista, nel valore che una canzone acquisisce se
porta messaggi positivi. Non censuro, ma visto che scrivere canzoni è anche un mio modo di andare oltre,
quando mi rendo conto che sto dando voce al buio, cerco, nello stesso brano, di sconfiggerlo a parole e musica.

Il tuo primo album è finalmente pronto. Se dovessi tracciarne una mappa genetica, quali influenze musicali ne costituiscono l’ossatura e quanto c’è della tua storia personale in questo lavoro?

Scrivo sempre secondo il mio punto di vista, quindi inevitabilmente parlo di ciò che mi succede e che accade intorno a me, sperando che la gente possa immedesimarsi per trarne qualcosa di buono. Le influenze musicali sono molte, da Bennato a Sgt Peppers Lonely Heart Club Band, dai gruppi funk ai Groundation.

Diciamo che anche l’estrazione eterogenea dei musicisti che suonano con me ha dettato un po’ i suoni di questo album. Ogni componente della Banda viene da un mondo diverso: reggae, jazz, elettronica, progressive rock, punk, musica classica.

Se questo disco fosse un luogo fisico nel mondo, che coordinate avrebbe? E soprattutto: chi vorresti idealmente invitare a entrarci per la prima volta?

C’è un laghetto di montagna di cui non voglio dire il nome, e il disco è esattamente lì. L’unico indizio, seppur difficile da intuire, è che questo luogo è il medesimo dove è stata scattata la foto che vedete come copertina del mio disco d’esordio. E’ un luogo sacro per me. Non inviterei nessuno, ma ci lascerei entrare chiunque. Basta trovarmi.

In un’epoca dominata dalla dittatura dello ‘skip’ rapido, la tua musica sembra esigere una certa ‘presenza’ da parte di chi ascolta. La vedi più come una dichiarazione di guerra all’algoritmo o come un atto di fiducia verso il tuo pubblico?

Proporre musica che richiede “presenza” significa piantare un albero al lato di una velocissima autostrada: non voglio fermare il traffico per cattiveria, voglio solo ricordare a chi guida che si può anche fare una sosta all’ombra. Conosco tanta gente che non ha più voglia di sfrecciare a 200 all’ora senza pensare. Quindi non è che ho fiducia, so che c’è tanta gente che ha voglia di fermarsi ed entrare nelle canzoni.

Hai un calendario live molto fitto. Cosa dobbiamo aspettarci di trovare sul palco in termini di atmosfera e chi saranno i compagni di viaggio che condivideranno con te questa esperienza?

La primavera ci vedrà in giro un mese per una decina di date. Poi d’estate il viaggio continua. La poliedricità della Banda ci porta a proporre l’album in versione diverse, più jazz con pianoforte e sassofono, un po’ roots con due chitarre e la tromba, fino ad arrivare al Full Band, francamente la mia formazione preferita, con un’energia e un suono che cercavo da tanto. Posso presentarveli?

Vinicius Surian: chitarrista jazz brasiliano incredibile, batterista reggae sontuoso; Tommaso Brignoli: alla chitarra e alle tastiere, cantautore che arriva dal pop punk, attivo con il suo progetto IZAYA che vi consiglio di ascoltare; Vito Lorenzoni: il reggae scorre nelle sue vene e nel suo sax, diplomato al conservatorio jazz suona con noi anche il flauto traverso e la melodica.

Rino Zangaro: batterista ruspante e pianista sensibilissimo. Suona di tutto, dall’house fino ai brani più eleganti del jazz; Francesco Siri: Trombettista formidabile, ha suonato nei più importanti teatri italiani, fino ad arrivare alla cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici Invernali del 2026. Con noi si sente libero e ci fa volare.

Rafael Senger: bassista brasiliano poliedrico. Suona il basso a cinque corde, la chitarra a sette. Ha idee musicali folli, che noi accogliamo volentieri. Insomma, il mio primo album da solista è pieno di gente! Non vedo l’ora di farvelo ascoltare. Anche dal vivo.

Le date del tour

Genova 18/04 – Giardini Luzzati (opening Meganoidi)
San Giovanni Valdarno (AR) 19/04 – Sangiovese Festival
Cremona 24/04 – A piedi nudi nel parco (Porta Mosa)
Parma 03/05 – Gagarin
Roma 07/05 – Charleston Club
Pratola Peligna (AQ) 08/05 – Garbage Live (opening Ambramarie)
Pavia 10/05 – San Martino (Corsa del Siccomario)
Firenze 13/05 – Volume
Milano 14/05 – Pirati Poeti
Torino 15/05 – The Mad Dog Social Club

Pagina Instagram Gianaldo Sangalli

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