Mazzariello, “Grandi successi”: la recensione

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E’ uscito troppo presto dalle Nuove Proposte di Sanremo, forse perché era un po’ troppo “Nuovo” per la tristezza di questa edizione, in cui comunque ha portato a casa il premio Jannacci di Nuovo Imaie. Mazzariello ora pubblica Grandi successi, il suo nuovo ep. 

Dopo un percorso di crescita costante fatto di singoli che hanno saputo intercettare il sentire di una generazione e di importanti palchi calcati negli ultimi anni, Grandi successi rappresenta una nuova tappa nel racconto musicale di Mazzariello. Un titolo che gioca con l’idea di successo ribaltandone il significato: non traguardi da celebrare, ma momenti di vita, relazioni, fragilità e desideri che diventano centrali nella sua scrittura. All’interno dell’ep trova ovviamente spazio anche Manifestazione d’amore, portata a Sanremo.

Mazzariello traccia per traccia

E’ la title track Grandi successi ad aprire l’ep, con idee morbidissime, una disperazione che sa di adolescenza (o di immediata post adolescenza), e in radio, appunto Grandi successi che non danno granché la forza di reagire.

Un po’ più nervosa ecco poi Piangi dal vivo, ritmata e alla ricerca di un motivo: un pop arioso e contemporaneo apre le porte a influssi anche internazionali. Si torna all’intimo, anzi all’intimissimo, con Prima linea, voce e chitarra con qualche eco di songwriting nobile (Drake, Buckley) alle spalle.

Ecco poi Manifestazione d’amore, che ha portato sul palco dell’Ariston, forse illudendosi che ci fosse spazio per un pop non troppo convenzionale. La canzone è movimentata e ben costruita, con residui di orchestra sullo sfondo e un romanticismo comunque controverso.

Che schifo il pop dopo cena” ci dice Amarsi per lavoro, che si fa cadenzata e racconta un futuro a dire il vero un po’ nebuloso. Qui anche la scrittura, non soltanto i baffetti, fanno pensare un po’ a Fulminacci.

Molto più ruvidina e quasi pop punk Per un milione di euro: voglia di far niente, un appuntamento (mancato) con l’amore, una citazione di Troisi, una gomma da masticare per un bubble gum pop in realtà anche elettrico e graffiante.

Questioni televisive e rilanci vocali su Nostalgia & Karaoke, brano molto indie ma sul versante più colorato e meno malinconico. “Preferivamo mangiare/canzoni fritte d’amore”: si finisce con un coro scomposto, a esplorare una notte enorme.

Un’interpretazione estensiva del pop, con un po’ di idee cantautorali ma anche moltissima freschezza, è al centro del lavoro di Mazzariello, centrato, ispirato, consapevole e sempre creativo, perfetto per un ascolto ripetuto ma anche per vedere quali saranno i capitoli successivi.

Genere musicale: cantautore, indie pop

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