Charlie Risso, “Rituals”: la recensione

charlie risso

Charlie Risso presenta il suo nuovo album Rituals, di cui aveva già dato un assaggio negli scorsi mesi con l’uscita di due singoli.
Lungo tutto il lavoro si intrecciano costantemente il mutare delle stagioni, la forza dei sortilegi, la fragilità della fede, la solitudine, il desiderio di trascendenza e il confine sottile tra luce e oscurità.

Le atmosfere sonore oscillano tra il dream pop, il dark folk e l’avantpop, creando un universo sospeso, onirico e ipnotico, che avvolge l’ascoltatore.
 Rituals è un concept album che esplora le zone notturne dell’animo umano, un viaggio mistico nelle profondità del mistero, della trasformazione e della sospensione.

Charlie Risso traccia per traccia

Si parte in modo fitto e deciso da Bad instinct, un istinto cattivo che dà vita ad atmosfere cupe in cui la voce di Charlie si insinua come un raggio di luce.

L’oscurità si propaga anche in No One Knows, che fa leva sui bassi per creare un ambiente ricco di risonanze e colori scuri. Ritmi e toni si alzano un po’ in I’m Coming, manifestazione di incombenza piuttosto minacciosa che si materializza nei beat della batteria soprattutto.

When You Finish Me abbassa la luce improvvisamente, materializzando un brano molto calmo e morbido, in apparenza. In realtà poi ci sono minacce anche qui, che crescono un po’ per volta e che avvolgono, ma forse potrebbero anche stritolare.

In Rituals, la title track, trova posto la chitarra di Brian Lopez, già turnista con i Calexico e altre band alternative di prestigio, che contribuisce a creare un ambiente magico e ambiguo, con una nota di tristezza sempre presente.

Gli orizzonti si allargano e si fanno lattiginosi e sognanti in Under a Spell, che pone l’ascoltatore sotto incantesimi difficili da sciogliere. Ritmi più elevati per The Dust, cadenzata e determinata, in cui Charlie alza anche un po’ la voce.

Altri incantesimi sono possibili all’interno di Let’s Move Somewehere Else, suggestivo duetto vocale con Lopez, che evoca memorie di canzoni antiche. Torna protagonista il drumming in Free to Leave, che però si distingue anche per le pennellate vocali della cantautrice, che infonde grazia e forza insieme al brano.

Si giocano poi i Winter Games in atmosfere morbide, leggermente depresse ma sognanti, in salsa quasi pop. A chiudere, ecco una languida Stray Dog, strumentale di congedo.

Una maturità artistica ormai raggiunta conferisce le energie giusto a Charlie Risso per confezionare un album completo, ricco e convinto, con suoni per lo più scuri ma sempre capaci di regalare brividi. Un ottimo lavoro, del tutto internazionale,

Genere musicale: cantautrice, alternative

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Pagina Instagram Charlie Risso

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