Anticipato dal singolo Che effetto fa, Qualcosa in più è il nuovo album di Braff. Interamente focalizzato sullo storytelling il disco si allontana dalla prospettiva esclusivamente introspettiva del suo debutto, proponendo un insieme di racconti sia in prima sia in terza persona.
L’intero album è stato prodotto, registrato, mixato e masterizzato presso il Larsen studio da desso e dematteis. Il video del brano “Outro” (unica ragione) è stato realizzato in collaborazione con il regista Leonardo Del Bene, mentre Stefania Carbonara ha diretto, tra gli altri, il video ufficiale di Chi ha ucciso David Schulz?
“Qualcosa in più” nella mia storia: non mi piace essere etichettato o definirmi in un solo modo. Ci sono sfumature diverse della mia persona, anche musicalmente; non sono solo uno che scrive, ma anche che produce potendo così esprimere altre parti di me. Qualcosa in più rispetto all’omologazione musicale, al piattume e al suono di plastica odierno, sia per i contenuti che per le modalità di racconto e idee. Qualcosa in più come eterna ricerca di una condizione ideale—dall’oscillare tra soddisfazione e insoddisfazione—di un luogo, di un rapporto, di un lavoro, di un’idea, del passato, che porta a un eterno conflitto tra l’idea di accontentarsi e quella di una continua crescita e cambiamento. Qualcosa in più come ambizione che può logorare, appunto perché è ideale e non reale: a volte per stare bene non basta fare o volere qualcosa in più ma in alcuni estratti del disco, c’è un elogio alla vita semplice, tipica dei bambini del passato o di un’Italia di un borgo antico o a chi predilige gli affetti alla carriera. Io non ho una soluzione e non l’ho trovata nella mia vita, ma vivo questo eterno dilemma. Qualcosa in più dei discorsi superficiali e delle frasi fatte che contraddistinguono molti rapporti adulti.
Braff traccia per traccia
Superata rapidamente l’intro di Braff sul Boom Bap (skit intro), ecco Outro (l’unica ragione) con Dj Kamo: il flow è morbido, il racconto è introspettivo, con un po’ di scratch e qualche reference all’hip hop delle origini.
Ricordi d’infanzia, tra anime e calcio con supporto di coro di bimbi su Che effetto fa, singolo che include anche Iacopoconlai, con voce di Pizzul a chiudere il pezzo.
Archi e beat per la seconda Braff sul Boom Bap (skit my name), mentre l’atmosfera è molto più oscura in Qualcosa in più, che aggiunge un elemento femminile con Ashes. Questioni di scelte e citazioni di De André in un flusso molto morbido ma non privo di tensioni.
Ambientazione noir e qualche recitato per Chi ha ucciso David Schulz?, con Andrea Amoroso. La tensione narrativa cresce gradualmente in un climax emotivo piuttosto cinematografico.
Dopo un ulteriore skit, Braff sul Boom Bap (Skit Club Silencio), ecco Estate a Rivello pt.2 con Mana e Agostino Palmieri: ricordi di donne, viaggi, vinili, discese, salite e il senso della vita. La lentezza come scelta per un orizzonte a lungo termine.
C’è DJ Fede a collaborare su Una vita, due vite, ulteriore riflessione morbida, tra paura di cambiare e voglia di fuggire lontano. A chiudere, ecco Le cose non dette, con DJ Andy P e con una malinconia strisciante che finisce per prendersi tutto.
Suono omogeneo e concetti chiari per Braff, che realizza un disco coerente e compatto, dotato di ottimo equilibrio sonoro e con un piglio narrativo interessante.

