Locker, “Pressione”: la recensione

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Pressione è il nuovo disco di Carlo Carnevali, in arte Locker. Le tracce, composte con Riccardo Rivadossi (Riva), Alessandro Castagna (XS), Gabriele Cimino (Gabryant), e Matteo Costa (Silly), sono state registrate tra gli studi bresciani Ritmo&Blu di Pozzolengo, Studio Riva di Puegnago del Garda e La Macina Sonora di Montichiari. Il mix è stato curato da Francesco Cattaneo, mentre Alessandro Tsamis firma il master dell’intero lavoro, realizzato presso il WhiteStudio 2.0 di Milano.

Pressione è un concept album che ruota attorno al concetto del peso delle aspettative della società: la costante sensazione di essere osservati, misurati e giudicati. La riflessione rispecchia quella di una generazione che cerca di sopravvivere in un mondo plasmato dalla competizione e dalle aspettative. Per definire una vera narrazione multimodale Locker non si limita a legare tra loro le tracce musicali, ma crea, insieme al suo team, un progetto articolato e coerente.

La copia fisica in cd, per esempio, contiene un booklet illustrato da Antonio Loiacono, con quattordici illustrazioni e una breve storia fantascientifica scritta da Locker, in cui un suo “io” del futuro viaggia nel tempo per consegnargli proprio questo disco. Il legame tra aspettative, sogni e desideri viene sviluppato anche in un cortometraggio cinematografico in tre parti, uscito tra agosto e ottobre e realizzato da Davide Biffi.

Nella pellicola, pubblicata sulle pagine social dell’artista, si racconta un futuro alternativo in cui la pressione ha vinto: Locker è invecchiato, ha abbandonato l’arte per seguire la carriera di psicologo, ma resta comunque tormentato dai fantasmi del passato e, soprattutto, del futuro che avrebbe voluto si realizzasse.

La copertina, sempre firmata da Biffi ed editata da Gianluca Bonici e Lorenzo Accorti, mostra proprio lo studio di questo psicologo, tra cornici baroccheggianti e oggetti scenici che suggeriscono una vita sfarzosamente ricca, ma percepita come non desiderata.

Altro contributo significativo è quello di Federico Gaetarelli, che crea, attraverso una serie di scatti sovrapposti, un muro di occhi frammentati e deumanizzati, rappresentazione dello sguardo oppressivo di una società che consuma l’identità. Per i più attenti, gli occhi proiettati sulla parete sono proprio quelli del protagonista del cortometraggio.

Locker traccia per traccia

Il disco si apre con Pressione (Ancora Qua), introdotta dalle parole di Al Pacino tratte dal film L’avvocato del diavolo. La traccia indaga il confronto tra ambizione e autosabotaggio, procedendo per accumulo, tanto musicale quanto testuale, fino a restituire la sensazione di una pressione che cresce progressivamente e finisce per disgregarsi nella seconda parte. 

Come Mai? prosegue la narrazione spostando lo sguardo sull’universo contemporaneo, criticato con durezza. Alcune barre risultano particolarmente incisive nel mostrare quanto l’autore si senta distante dalla richiesta costante di performatività e dalle aspettative sociali. 

Scintille, scritta a sei mani con Dayv e Ayo Mich, riporta invece l’attenzione sul desiderio di crescita e affermazione. Il successo non viene inteso soltanto come fama o visibilità, ma soprattutto come bisogno di riconoscimento del proprio lavoro: da parte degli altri, certo, ma anche e prima di tutto da parte di se stessi.

Giorni Grigi sposta il disco in una zona più intima e depressiva. La pressione non è più solo sociale o artistica: diventa quotidiana, quasi fisica. È il peso delle giornate tutte uguali, del sonno che non arriva, della sveglia, della pioggia, della sensazione di essere vivi solo a metà. 

Paura Del Buio è una traccia molto riuscita. Il feat con Loiacono dà slancio alle strofe di Locker, inondandole di una luminosità necessaria ad aggiungere tridimensionalità al racconto. La riflessione, ancora più intima rispetto ad altri momenti del disco, si muove sulla difensiva, tra strategie di sopravvivenza e critica alla società del performativo.

Il singolo che ha anticipato l’uscita del disco, Le fiamme è legata in modo semantico a Scintille e non ha paura di mostrare errori, cadute e perdite. Il fuoco non è soltanto desiderio di affermazione, ma anche rischio di combustione interiore.

Alta Marea (Flusso) mostra un Locker più spento, svuotato. Il cuore del pezzo è il rapporto con il flusso dei contenuti, della visibilità, dell’essere guardati e subito dimenticati: “Il mondo intero / che mi guarda dal vetro / poi torna indietro / oppure skippa sul prossimo contenuto”

Con un tipo di scrittura quasi opposto, Terapia racconta invece il rap come via d’uscita. Il lusso, ostentato in diverse barre, appare non tanto come possibile soluzione quanto come consolazione temporanea per sopportare ansia e timore di fallimento. La Mia Bolla, con Plurale e Veve, mostra il bisogno di trovare rifugio in qualcuno, non per risolvere tutto, ma per fermarsi un momento. È una pausa emotiva dentro un album molto mentale.

LDB, acronimo di Logica del Business, è il brano in cui il disco mette più chiaramente a fuoco il conflitto tra arte e mercato. Qui l’autore non rifiuta il successo in sé, ma l’idea di doversi trasformare in prodotto. La “logica del business” è quella che prende un vissuto, una storia, una sofferenza, e li rende vendibili, consumabili, dimenticabili. Il lusso, che in Terapia sembrava una possibile anestesia alla fatica, qui viene smontato e distrutto.

Vetri Rotti, con Svelto, può essere considerata una traccia bipartita. L’inizio, dal chiaro carattere di ballad e dedicato a un amore finito, si accumula progressivamente di rabbia, fino a concludersi nella disillusione. Prosegue STEP 4, più frammentata rispetto agli altri brani, che mostra un artista in metamorfosi, stanco eppure ancora attratto da tutto ciò che lo consuma.

In Colpevole l’amore arriva dopo il blocco, rompendo l’apatia. Non è serenità piena, perché resta la paura di perdere tutto, ma è, in tutto il disco, l’unica volta in cui il buio non viene soltanto abitato e osservato. A chiudere il lavoro, X Chi Lo Faccio riporta alla pressione, osservata però da un’altra prospettiva. La pressione non è più soltanto peso esterno, ma diventa motore, ferita e giustificazione artistica.

Il disco ha una struttura circolare molto chiara, percepibile nelle citazioni, negli argomenti e nelle sonorità. Il viaggio finisce nella stessa stazione di partenza, ma vi si ritorna con una consapevolezza diversa rispetto a quando si è partiti: la pressione non è sparita, ma, dopo essere stata compresa, accolta e attraversata, fa meno paura.

Pressione è un lavoro cesellato suono per suono. Barre, melodie e produzione si intersecano in maniera omogenea e organica. Buone le scelte sonore che, traccia dopo traccia, contribuiscono alla creazione di un paesaggio capace di legare concretamente l’intero progetto, tanto sul piano stilistico quanto su quello contenutistico. È il risultato di due anni sotto pressione per Locker che, viene da dire, l’ha gestita molto bene.

Chi è Locker

Locker, Carlo Carnevali, è un rapper classe 2001 di Brescia. Si avvicina al mondo hip-hop iniziando con il freestyle. Dopo aver vinto alcune battle locali, abbandona l’improvvisazione competitiva per dedicarsi alla scrittura. Nel 2019 inizia a pubblicare i primi progetti su SoundCloud e YouTube.

Nel 2020 arrivano le prime consacrazioni: dopo aver raggiunto la finale del contest nazionale Tour Music Fest, viene contattato dal rapper Vacca per una collaborazione. I due pubblicano le tracce Fiori nel Male e 24/7, quest’ultima contenuta nel disco Bad Reputation del rapper sardo. Entrambi i brani raccolgono centinaia di migliaia di streaming.

Questi primi traguardi convincono Warner Music Italy, che distribuisce i quattro singoli successivi. Pochi mesi dopo l’uscita di Bad Reputation, arriva la collaborazione con Real Talk, grazie alla quale Locker entra in contatto con alcune tra le principali realtà rap, trap e urban di Brescia.

Tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023, il rapper bresciano suona in apertura a grandi talenti nazionali come Bresh, Mezzosangue, 8blevrai e Centomilacarie. Nel 2023 collabora inoltre con Red Bull per l’evento Doodle Art.

Genere musicale: hip hop

Se ti piace Locker ascolta anche: Bresh

Pagina Instagram Locker

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