Prozac+: mi sento scossa #primadinoi

primadinoi Prozac+

Senza avere la pretesa di essere enciclopedici né esaustivi, per passare agosto 2026 abbiamo deciso di raccontare, a modo nostro, e quindi con un po’ di ironia e molto rispetto, le storie relative a venti band che hanno plasmato, in modi spesso molto diversi, le sonorità e le idee dei decenni successivi. Ecco chi c’è stato #primadinoi

Guardi la foto dei Prozac+ dell’epoca e ti rendi conto di come tutti i luoghi comuni sul tempo siano drammaticamente veri. Tre sorrisi diversi, tre atteggiamenti che in qualche modo bucano lo schermo, tre sensazioni di, transitoria ma irresistibile, felicità.

E tutto questo per una band intitolata a un antidepressivo, che ha attraversato la musica italiana come un fulmine, esprimendo la propria parte più divertita senza mai perdere d’occhio la realtà. Come i Tre Allegri Ragazzi Morti, con i quali ci sarà più di un incrocio, il gruppo nasce a Pordenone a metà anni Novanta.

Eva Poles, Elisabetta Imelio, Gian Maria Accusani frequentavano l’ambiente alternativo da un po’ quando ebbero l’intuizione di un gruppo che suonava punk con molte attinenze pop e che parlava spesso di pastiglie. Iniziano a provare, iniziano a scrivere, iniziano a suonare dal vivo. Bastano tre concerti alla Vox Pop per metterli sotto contratto, intuendo tutte le potenzialità di quell’approccio e di quel tipo di produzione. Cose che succedono, quando fai scouting davvero.

Nel 1996, cioè circa un anno dopo la fondazione, esce il primo disco della band: Testa plastica. C’è qualche problema di distribuzione e l’album non vende moltissimo, anche se include già qualche pezzo che è un manifesto importante per la band, come Legami o Pastiglie. A inizio disco Eva canta “Nessuno-oh/è come me“: Diversi racconta, con parecchia elettricità e soddisfazione, la propria differenza verso il resto del mondo. Il lavoro non vende moltissimo, ma dà il via a circa duecento concerti in tutta Italia.

Acidi

L’avventura della Vox Pop finisce già nel 1997, Emi ne acquisisce il catalogo e mette sotto contratto i tre ragazzi friulani. Ed è un bel salto in avanti, che consente loro di anche di aprire per gli U2, a Roma e a Reggio Emilia, di fronte a centocinquantamila persone, nell’unico megaevento a cui abbia assistito di persona nella mia vita.

Ma è soltanto un antipasto: il 15 giugno 1998 esce Acido Acida, il secondo album, che contiene Prato, Piove, Colla, Quore, Piango e un altro brano contrassegnato da una parola singola, Acida. Due minuti e trentasette secondi che in qualche modo stravolgono i destini della band e anche di un certo modo di fare pop in Italia.

Il brano diventa un tormentone clamoroso, spinto da MTV e dalle radio, inserendosi perfettamente nei gusti del periodo e nella testa della gente, anche di persone lontanissime dal mood della band. Ovvie accuse di favorire l’uso della droga, di incitare a, di essere conniventi con. Per bloccare il brano si mobilita anche il Giurì dei Pubblicitari, di cui ignoravo l’esistenza prima e di cui dimenticherò l’esistenza fra un attimo.

Il pezzo fotografa sostanzialmente un trip e racconta, senza nemmeno andare velocissimo, delle sensazioni che la pastiglia può trasmettere: “Mi sento scossa/agitata-a/agitata-a” e “Mi sento bene/un po’ stordita/ma gioiosa“. L’elettricità, il pop e gli effetti del video, che oggi su YouTube ammonta a 20 milioni di visualizzazioni, fanno il resto.

L’album vende 175mila copie, spinto anche da altri singoli, come Colla e GM.

Storie spezzate

Da lì, inevitabile, la discesa graduale: dopo un periodo di pausa nel 2000 esce 3Prozac+, che piace ai fan ma non ha il tormentone erede di Acida. E si sa: se al pubblico non offri in pasto un tormentone all’anno, finisce che ti dimentica. Non che tutto sommato non ci provino, ma i singoli Angelo, Superdotato e Cagna non sconvolgono abbastanza la borghesia.

Preceduto da Il mondo di Piera, nel 2002 esce Miodio, che propone qualche variazione narrativa e sonora, che si riverbererà fino ai progetti successivi. Nel 2004 si conclude l’avventura discografica della band, con il quinto disco, Gioia nera.

La band suona dal vivo agli MTV Days nel 2007 per l’ultima volta, non si scioglie mai ufficialmente ma tornerà a esibirsi dal vivo soltanto per eventi commemorativi nel 2018. Nel frattempo Accusani e Imelio avevano fondato i Sick Tamburo, che continuano la propria avventura tuttora, a dispetto della tragica scomparsa di Elisabetta, vittima di un tumore e morta nel 2020. Eva entra nei Rezophonic di Mario Riso, pubblica di tanto in tanto qualcosa come solista, fa la dj e l’insegnante.

Un fulmine, si diceva: l’apice della carriera dei Prozac+ è durato pochissimo, in realtà. Ma ha mostrato come fosse possibile suonare un punk “vero”, a livello di suoni e di contenuti, facendolo dialogare con il pop sicuramente, ma senza svendersi. Eppure vendere tantissimo lo stesso, raccontando per lo più di storie spezzate, agitate, contrastate, piene di dubbi, soprattutto giovani. E acide.

Quando i Metallica nel 2024 arrivano in Italia a suonare, per proporre una cover di un pezzo italiano scelgono Acida: un omaggio postumo e un riconoscimento che risuona piuttosto forte. E che forse dovrebbe essere ascoltato di più e meglio anche dai contemporanei.

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