La settimana
Un giro compresso di sette giorni di musica indipendente italiana: un disco, un pezzo di fondo, e tutto quello che è successo nel mezzo.
mixtraks #500: la playlist che arriva a 500!
Un filo tautologico, ma il traguardo è importante: la playlist del venerdì di TRAKS arriva al numero 500. Quando abbiamo iniziato non ci aspettavamo di ritrovarci ancora qui a fare playlist, e continueremo ancora a lungo. In testa ci sono i Fast Animals and Slow Kids con il nuovo singolo Inverno nucleare, presentato in anteprima dal vivo all’Arci Bellezza di Milano, scritto insieme a Riccardo Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari e prodotto con Marco Paganelli. Con loro i nuovi singoli di Lucio Corsi, Alfa, Giuse The Lizia, sangiovanni, iosonouncane, Luigi Strangis, Lady and the Clowns, Ghostdog, Valentina Parisse, La Noce e Vienna.
Ascolta la playlist su TRAKS →mixtraks #500 — in copertina i Fast Animals and Slow Kids
Melancholia, “i figli della pioggia”: la recensione
Il nuovo ep, prodotto da Rachid Bouchabla degli Ex-Otago: la band di Foligno passa all’italiano tra l’electro scura di Arya e Schifo e le ballate di Millelame e Pillola.
Foto e recensioni della settimana
Willie Peyote @ Estragon di Bologna: la gallery
Pochi giorni dopo il Fabrique di Milano, il concerto all’Estragon nelle foto di Luca Barbieri.
Zemic, “Va tutto bene”: la recensione
Il primo ep del progetto solista del cesenate Marco Lucchi: sei brani tra rock alternativo e cantautorato, scritti, suonati e mixati da solo nel suo Bunker Studio.
24 Grana, “Bidonville”: la recensione
Il nuovo album di inediti racconta periferie e spazi ai margini con un suono abrasivo, crudo e diretto, puntellato da un’elettronica calda, da Nino alla title track.
Bazaar, “A Ride”: la recensione
L’esordio della band bolognese per Factory Flaws: dieci brani in inglese tra post-punk e hardcore sull’ansia del presente, con Raymond ispirata a un racconto di Carver.
Le uscite più cliccate della settimana
Sei centesimi a spettatore: quanto vale la musica dal vivo per lo Stato
Il 28 ottobre AssoConcerti ha presentato al ministero della Cultura il report La Canzone Popolare Live sul 2025. Su 39.195 concerti, 36.039 sono gratuiti o a pagamento con meno di mille spettatori: il 92 per cento. I soldi stanno altrove, perché le 64 imprese socie dell’associazione organizzano il 5 per cento degli eventi e raccolgono il 69 per cento della spesa del pubblico.
Lo Stato dedica al settore un fondo da 1,5 milioni di euro l’anno, nato con la legge di bilancio 2026 e riservato ai concerti tra 300 e 3.000 paganti: fuori restano gli stadi, e con loro buona parte dei club. Fa circa sei centesimi a spettatore, contro gli oltre 600 milioni del cinema e i circa 14 milioni che vanno a ciascuna fondazione lirico-sinfonica. La nostra riflessione parte da questi numeri per capire che cosa arrivi davvero a locali, promoter e artisti.
“I cachet stanno diventando sempre più miseri, chiedere il pernottamento sembra un lusso.”
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