La cura Schopenhauer è il primo singolo degli Ella Goda, trio power-pop che ha pubblicato su etichetta Bulbart l’omonimo disco di debutto. Il brano è accompagnato da un video interamente in stop-motion – realizzato dal collettivo See Mars e presentato nei giorni scorsi in anteprima su MTV New Generation – che mescola animazione digitale e collage animato di fotografie utilizzando materiali cartacei come ritagli di immagini e testi estratti da vecchie enciclopedie e riviste, ma anche video da library e riprese di particolari situazioni. Ogni immagine serve a sviluppare un discorso che intreccia tre piani narrativi: il rapporto di coppia, l’alienazione della vita di periferia e il consumo ossessivo di beni materiali.
Il tutto fa poi da controparte visiva a una canzone, racconta Brian Zaninoni (voce del gruppo e autore dei brani), “ispirata fin dal titolo a un romanzo dello psichiatra Irvin Yalom. Sono rimasto affascinato dall’antagonista Philip Slate che è riuscito a curare la sua sex addiction, laddove la psicoterapia e la psichiatria avevano fallito, semplicemente seguendo il pensiero di Schopenhauer e la sua avversione verso i ‘bipedi’. Quindi mi sono chiesto se delle parole potessero veramente cambiare una persona nel profondo, rapportando la questione ad una relazione di coppia del giorno d’oggi.”


