Fuori oggi, 28 aprile 2020, il nuovo singolo di Caffellatte, Carta Stagnola.
Il brano, firmato da Alessandro Donadei, con il supporto di Mario Ciancarella al mix, Nmgrecorecording studio al master e distribuito da Artist First, si discosta dai precedenti in termini di produzione, testo e atmosfera.
Il brano rivela un testo pregni di sensazioni estremamente intime. Carta Stagnola non racconta una storia d’amore (come si può pensare al primo ascolto), bensì di un argomento spinoso e complesso: la depressione e, nello
specifico il Disturbo del Comportamento Alimentare (DCA), di cui la cantautrice ha sofferto per diversi anni. Le abbiamo rivolto qualche domanda.
Chi è Caffellatte?
Caffellatte è la persona che tanto avrei voluto essere quando ero bambina, quando cantavo davanti allo specchio con una spazzola tra le dita. Ho fatto pace con la musica adesso grazie alla persona che sono diventata. Caffellatte è una guerra finita, un salvagente, il salvagente di Giorgia, introversa e insicura, cose che ho fortunatamente lasciato alle mie spalle.
Carta stagnola” è il tuo nuovo singolo. Partiamo dalle sonorità: c’è uno scarto abbastanza evidente rispetto a quello che abbiamo potuto ascoltare in episodi precedenti, come Alcol test. A cos’è dovuto questo cambiamento?
Producendo questo brano con Alessandro Donadei e il prezioso supporto di Mario Ciancarella, ho compreso davvero quanto io ami sperimentare. Per me questa canzone necessitava questo sound per cui ho deciso di non autodeterminare la mia persona artistica all’interno di un genere specifico: amo particolarmente l’elettronica e amo utilizzarla come penso sia più pertinente farlo a ogni brano e con un piglio differente. In questo caso mi sono lasciata ispirare da ascolti recenti e ho compreso di avere il bisogno di assecondare questo istinto.
Venendo al testo, benché la si possa facilmente equivocare per una storia su un amore finito, “Carta stagnola” è in realtà un pezzo del tutto personale. Come nasce?
Mi ricollego alla prima risposta, questo brano parla molto più di Giorgia e meno di Caffellatte, che rappresenta tutt’al più chi sono oggi. Avevo un bisogno viscerale di scavare un po’ nei ricordi, nel passato, e perché no, avevo bisogno di rivivere un certo dolore per poterlo affrontare con i mezzi che ho oggi, che sono certamente diversi da quelli di un anno fa, di due anni fa e così via. A volte i ricordi divengono una vera e propria catarsi, o se non altro una splendida presa di coscienza.
Che effetto ti ha fatto aprirti così su un discorso intimo come il disturbo alimentare che ti ha afflitto?
È stato strano, non ne parlavo cosi “apertamente” da parecchi anni. Mi ha fatto un effetto splendido e doloroso al tempo stesso, non è mai semplice parlare di sé e non è mai semplice parlare di cose che ci hanno fatto soffrire, al tempo stesso però parlare e parlarne è l’unica maniera per ricordare e non ricascare negli errori del passato. In questo caso specifico si parla di una situazione così delicata da non poter essere definita un errore, piuttosto un momento in cui certe cose avevano preso il sopravvento su di me.
Quando (e come) arriverà il primo disco?
Spero di riuscire a registrare entro l’anno prossimo se non altro un ep, avrei bisogno di tirar fuori un lavoro completo che rispecchi al meglio il processo artistico che sto subendo in questi anni: arriverà !
