Dopo le esperienze con i Blùmia, con cui pubblica due album, Azzurra Buccoliero da vita alla sua nuova creatura e al suo progetto solista con Nebüla. Supernovae è il suo debut album pubblicato da Seahorse Recordings, e rappresenta una rinascita artistica, una “nuova esigenza”.
Le otto canzoni che compongono il disco ripercorrono svariate epoche della vita dell’artista, ma anche degli esseri umani in generale. Nebüla, classe 85’, è Azzurra Buccoliero, artista salentino-romana con diverse esperienze e influenze musicali (dal Grunge-Rock Anni 90’ al Blues sino agli studi jazz). Polistrumentista (sassofonista, chitarrista e armonicista) studia sassofono e canto jazz al Conservatorio di Milano, dove impara a giocare con i pastelli della musica e ad affrontare diversi generi e ritmiche.
Dalle influenze molteplici, con alle spalle la produzione di due dischi con il progetto elettronico Blùmia, si spinge a un ritorno alle origini, all’essenzialità e alla bellezza della musica strumentale. Inizia il suo primo progetto da solista nel 2019 assieme ai suoi musicisti milanesi con cui è riuscita a sperimentare tante sonorità a creare una nuova entità, un innovativo rock aristocratico che sfocia nel progetto Nebüla con cui pubblica il suo debut “Supernovae” nel 2021 con Seahorse Recordings.
Nebüla traccia per traccia
Dinamica e in crescendo, Terra.0 è la variegata traccia che apre il disco, seguendo i ritmi della chitarra ma inserendo anche il sax in una sorta di flusso di coscienza, con qualche svolazzo vocale.
Frasi in spagnolo e un passo morbido aprono Matador, che si fa più densa di concetti e più ricca d’impatto con il procedere delle battute.
Atteggiamenti più rock quelli di West cittadino, avventurosa e narrativa. Il basso fornisce supporto a Cuore in bacheca, che ha ulteriori modalità rock con più di qualche indizio blues.
Un po’ più tranquilla e malinconica L’oceano nel letto, proposta negata di sorrisi. Ecco poi I ragazzi di Strudà, oggetto anche di un video, ancora con un giro di basso appuntito, per raccontare storie difficili.
Il fiore del male prosegue il discorso animandosi con il drumming, per parlare di scelte definitive. Si chiude con The Fuckin World, aggressiva ma anche abbastanza divertita.
Qui e là Nebüla flirta con qualche soluzione, soprattutto vocale, un po’ barocca. Ma è innegabile qualità e passione in un progetto intelligente e dall’umore variabile.

