Uscirà l’11 maggio A way back, il secondo disco della band calabrese Other Voices. Registrato presso gli studi Parr Streat di Liverpool, il disco uscirà per l’etichetta romana RBL Music Italia (distribuzione Goodfellas). L’album sarà preceduto dal singolo A Night Lasting A Year.

Il disco contiene undici brani che alternano chiari e scuri, con chitarre imbizzarrite alternate a immersioni nel profondo.

Si parte sui fili di Walk on the Wire, che si aggancia alla genia Joy Division-Interpol, con atmosfere oscure, il basso che lavora alacremente, una voce con tratti di nobiltà.

Il richiamo agli Interpol (che hanno propagato la propria influenza su band indie italiane molto più di gruppi contemporanei di successo maggiore) è ancora più evidente tra le schitarrate di A Night Lasting a Year, il primo singolo.

Ma non si vive di sole influenze: all’interno di Garlic c’è un suono più potente e aperto (con un’apertura un po’ Van Halen, se vogliamo continuare con questi giochetti). L’influenza della dark wave è presente, ma coniugata in modo teatrale e personale.

Chitarre piuttosto melodiche e sensazioni multistrato per Journey, che sembra percorrere strade a carattere più sinfonico, con un finale piuttosto prolungato.

Si torna a discorsi più contemporanei e veloci con Poor Road, altro potenziale singolo e pezzo di impatto considerevole. Without Any Sound si porta in divagazioni elettriche in orbita Cure.

Hate me again corre di nuovo sulle piste del rock indie degli anni Duemila. Più moderati i toni di I Seek a Way, con le chitarre ancora in mostra.

Chitarre ed echi aprono anche The Only Real Conviction, mentre nella title track A Way Back si registra un cambio di vocalità piuttosto deciso e un atteggiamento più melodico.

Si chiude con Gunslinger, una storia da far west confezionata in rock aperto e piuttosto enfatico. La band confeziona un disco gradevole, non nuovissimo nelle forme ma nel complesso ben suonato.