Amsterdam Parkers, “Basta dirlo”: la recensione

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Dopo aver catturato l’attenzione della scena indipendente con i singoli Solo me, Calabroni e Amara, gli Amsterdam Parkers esplorano il malessere quotidiano, l’ansia, la solitudine generazionale e la forza di ripartire con Basta Dirlo, il nuovo album, che rappresenta la sintesi di un percorso artistico e umano durato anni.

L’album è caratterizzato da un sound diretto e riconoscibile, che unisce rock alternativo a testi intensi e autentici, capaci di trasformare le contraddizioni della vita moderna in narrazioni musicali coinvolgenti. Tra lavoro, amicizia, fallimenti, speranza e crescita personale, gli Amsterdam Parkers, divisi tra Milano e Teramo, raccontano emozioni condivisibili e si fanno carico di un manifesto generazionale, facendo della loro musica un riflesso sincero dell’esperienza contemporanea. Il progetto nasce dall’esperienza di giovani musicisti che, tra pratiche quotidiane e sfide personali, hanno trovato nella musica uno spazio di espressione sincera di fragilità e resistenza. 

“Basta Dirlo” è la frase spunto che ci siamo detti per cambiare. Paure che giungono all’epilogo, la voglia di migliorarsi senza alcun mezzo. “Basta Dirlo” sta dalla parte di chi ha brancolato nel buio dell’insicurezza per anni, ma poi ha incontrato la luce del menefreghismo. “Basta Dirlo” è la reazione ad una costante provocazione della vita: “ce la farai?”. La risposta è sempre “sì”, anche nuotando negli sbagli, nelle false aspettative, tra le maschere che incontri nella quotidianità. Empatia, ansia, paura, nostalgia, fallimenti. Amicizia, amore e lavoro. “Basta dirlo” è un viaggio lungo 8 anni, fatto di evasioni, felicità, pentimenti. Guardarsi indietro, vedere quei colori sbiaditi e apprezzarli come un paio di vecchi jeans del proprio papà. È un percorso di crescita dove la missione è una: raggiungere la consapevolezza di cosa si è stati in passato, apprezzarsi e distruggere quella versione di sé stessi per far posto ad un qualcosa di migliore, che vivrà lo stesso loop in futuro

Amsterdam Parkers traccia per traccia

Ci sono questioni di peggioramento e di cadute all’interno di Non importa, che apre il disco con una buona dose di elettricità e di drumming. La struttura con il ritornello fa riferimento a decenni andati del rock ma conserva un’ottima forza interna.

Idee di fuga e linee di basso potenti in Scegli la vita, antico slogan che sa un po’ di Trainspotting, mentre il brano si riempie di interrogativi. E infatti il monologo antiborghese di Ewan McGregor in inglese arriva a metà brano, prima che passi l’ultima spettinata del brano.

Sguardi e qualche saltello sul posto nei suoni di Calabroni, che elenca qualche elemento che fa paura, mentre picchia molto forte a livello di suoni e di ritmi.

Si accenna alla ballad con Isaac, che però poi decolla nuovamente in elettrico e si fa abrasiva, in una storia che parla di follie, specchi e di fratelli di altre città. Riff di chitarra ad aprire Prima di impazzire, che è acidina e parla di bere senza limiti. La testa si agita e non soltanto per le schitarrate, in un brano ricco di vibrazioni.

Non so fare di meglio parte rapida ma poi prende il giro largo e si fa ampia. La canzone è una dichiarazione di impotenza, anche di fronte al supporto altrui.

Si prosegue con Solo me, che di nuovo parla di sere perse a bere e a farsi domande, in un’atmosfera sempre molto ricca di suoni elettrici. Ecco poi Casetta, dai ritmi serrati: si parla di nuove guerre, di ansia, di pareti che iniziano a urlare, con intervento cinematografico nel mezzo.

Molto cupi i toni di Ogni venerdì, che esprime aspirazioni per una vita normale, ma con esiti incerti. Il disco si chiude con Amara, un po’ più melodica nell’anima a dispetto di una veste decisamente aggressiva.

Gli Amsterdam Parkers convogliano nel loro disco vari livelli di malessere in un disco totalmente rock, di quelli che non si sentono più molto spesso. Con sincerità e potenza, la band viaggia diretta verso la propria meta, grattando via le amarezze incontrate lungo il percorso.

Genere musicale: rock

Se ti piace ascolta anche: Il Vuoto Elettrico

Pagina Instagram Amsterdam Parkers

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