Andrea Labanca: il nuovo video “Dance Dance Dance” in anteprima esclusiva su TRAKS!

C'è un rospo nella gola alla Tom Waits, ci sono riferimenti a Murakami, ma c'è anche parecchia Milano in Dance Dance Dance, il nuovo video del cantautore Andrea Labanca, che TRAKS ti propone in anteprima esclusiva. Profeta di un certo cantaurato sbilenco, gli abbiamo rivolto qualche domanda, che trovi sotto il video.

“Dance Dance Dance”, benché sia un pezzo dolceamaro, mostra una faccia un po’ diversa rispetto a ciò che conosciamo di te. Come nasce questo brano?

Dance Dance Dance è un pezzo molto malinconico in cui un po' mi racconto. C’è il tempo che passa e i sogni che ti sfuggono dalle mani ma che ti rimangono dentro la testa. L’ho scritto pensando che ci sono un sacco di cose su cui non hai  controllo, tra cui la vita e la morte, allora tanto vale non pensarci, l’invito a ballare è proprio un moto di leggerezza. Ho letto l’omonimo e stupendo libro di Murakami dopo aver scritto il pezzo e dopo aver scelto il titolo, però un po' mi sembra parlino della stessa cosa, anche se lui è molto più bravo di me.

Nel video c’è tantissima Milano, tra l’altro parecchia di quella più nuova, quella dei grattacieli. Qual è il tuo rapporto con l’ulteriore sviluppo urbanistico della città post Expo?

E’ un periodo in cui sto lavorando molto sulla mia città, ho anche scritto un percorso per Boscolo in cui accompagnerò i curiosi a scoprire la Milano musicale, accompagnandoli tra locali e posto storici. Certo Milano è cambiata molto, ma credo che questo rinnovamento fosse necessario dopo i primi anni del Duemila abbastanza cupi.

Ci tengo a dire che accanto ai grattacieli hanno trovato posto una casa di accoglienza intitolata a Jannacci, artista che ha lasciato molte tracce nella città (il murales dietro Foxy è quello in Forlanini dedicato proprio a Jannacci). Parlando di architettura, materia di cui sono assolutamente digiuno, a me la nuova Milano piace, è decisamente avveniristica, intrigante, aperta. 

Vorrei sapere qualcosa di più del casting della protagonista del tuo video, Foxy The Lady…

Foxy è un di pupazzo di mia moglie, entrata in casa praticamente insieme a noi e da allora mi guarda sorridendo ogni volta che lavoro da casa. Era da tempo che mi stuzzicava l’idea di lavorare col mondo dei giocattoli e così mi sono preso qualche settimana di tempo per girare con Foxy in città, tra gli sguardi allibiti dei turisti. Io amo giocare con le cose che ho intorno a me, progettare anche cose futili, ho un bisogno costante di divertirmi, di sentirmi attivo.

Ti sei cimentato anche in veste di regista per questo video: com’è andata e come ti trovi in questo ruolo?

La regia è un mondo che ho frequentato durante l’università, un po' l’ho studiata, un po' ci ho lavorato, ma che poi ho abbandonato un po' per caso. Ultimamente sto riprendendo il discorso in mano, ma per gioco, per puro divertimento.

Che cosa “preannuncia” il nuovo brano? C’è qualcosa in arrivo?

Intanto per Dance Dance Dance ci sarà una piccola tournée radiofonica che mi vedrà in alcune emittenti a raccontare il video e la canzone. Il 25 Maggio sarò al Joshua Blues Club di Como e poi il 15 Giugno suonerò a Casa Chiaravalle, un posto straordinario, al Bretton Wood Festival insieme a molti artisti come Gianluca De Rubertis, Milo Scaglioni, Chiara Verzola, Gli Scuotilancia e molti altri.  

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