Andrea Romano Il Fratello, “La famiglia non esiste”: la recensione

La famiglia non esiste è l’album che segna il ritorno sulle scene di Andrea Romano a sei anni di distanza dal debut del 2013 che raccolse ampi consensi di pubblico e critica e che, sotto il moniker de Il Fratello, racchiudeva un collettivo di artisti e musicisti che ruotavano attorno al cantautore siracusano…

Il Fratello è, o meglio era Andrea Romano, Cesare Basile, Toti Valente, Francesco Cantone, Dante Rapisarda, Gabriele Galanti, Mauro Ermanno Giovanardi, Peppe Sindona, Lorenzo Urciullo (Colapesce), Giovanni Caruso, Valerio Vittoria, Angelo Orlando Meloni, Tazio Iacobacci, Carlo Barbagallo… e la loro storia.

L’ex membro degli Albanopower questa volta si presenta con il suo nome e cognome, per ricondurre questo lavoro e queste nuove canzoni alla sua identità personale, con il supporto di Carlo Barbagallo alla produzione artistica e della label I Dischi del Minollo.

Andrea Romano Il Fratello traccia per traccia

Si parte dalla buona linea di basso di Estate di Ghiaccio, che fa pensare un po' ai Baustelle e un po' all'ex compagno di strada Colapesce. Ma anche a un singolo "rompighiaccio" di notevoli potenzialità.

Un po' di sensazioni blues permeano una curiosa Sexy Siracusa (perdere il Canada), canzone descrittiva e di viaggi persi.

Groove fittissimo e ritmi intestini e in evoluzione per La Giovane Coppia, uno dei brani più complessi a livello sonoro ma anche più interessanti del disco, liberamente ispirato da Ghiaccio-Nove di Vonnegut.

Ritmi sincopati e tastiere sovrapposte per In Pieno Caos, rimbalzante e un po' acidina, con un cantato quasi sussurrato e sensazioni quasi lounge.

Per Nel bere e nel mare lo spunto nasce da un fatto di cronaca, mentre a livello sonoro c'è un notevole dialogo tra il giro di basso e il sax, che può portare alla mente i Morphine.

Sensazioni sfumate ma di tanto in tanto appuntite quelle de La stazione dell'amore, che comprende le voci di Federica Faranda & La Locomotif.

Sensazioni quasi cosmiche quelle che trasmette In Quel Parco di Stelle, dreamy il giusto per svilupparsi verso l'alto e con molti scintillii. Tutto torna al proprio posto quando leggi l'introduzione al brano: "Questa canzone parla di eroina".

"E non è niente": Odio la melodia prende una posizione precisa e la mantiene, seguendo alcune curiose deviazioni di senso nel percorso.

Un fischio, poi un giro di chitarra abbastanza agile: ecco come parte Mi guarda, altro brano piuttosto sussurrato, nonché piuttosto assaporato.

Il disco si chiude con Non Mi Dedico Più A Te, mid-tempo costruita con cura e in cui tutti i piccoli elementi vanno al proprio posto con grazia. Nel finale la registrazione di una telefonata di Marcin Oz dei The Whitest Boy Alive, in tedesco.

Senza alzare la voce pressoché mai, Andrea Romano Il Fratello pubblica un disco che di rumore però ne può fare, perché è ricco di canzoni intelligenti, motivate, attente ai dettagli. Davvero un lavoro notevole.

Genere: cantautore

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