Anna Von Hausswolf @ Lilith Festival: il report

Anna von Hausswolff @ Lilith Festival 2026

La cornice dell’ultima serata di Lilith Festival è sempre la stessa, il parco di Villa Durazzo Bombrini a Cornigliano, ma l’aria che si respira in questo afoso sabato sera d’agosto genovese è diversa. Protagonista della serata conclusiva della manifestazione che dal 2011 promuove la creatività femminile e le nuove forme della canzone d’autore contemporanea, è stata Anna von Hausswolff, artista a dir poco poliedrica arrivata dalla Svezia per far sintonizzare sulle sue frequenze il pubblico presente.

E che pubblico: oltre agli appassionati locali, tantissimi sono arrivati anche da fuori Genova e qualcuno anche da fuori Italia. Un appuntamento imperdibile per gli appassionati di sperimentazione musicale, fatta di elettronica e composizioni orchestrali, conditi da un talento potente e da una voce che spettina, letteralmente.

Prima di Anna, però, sul palco si sono alternate due realtà molto diverse tra loro, ma entrambe perfettamente inserite nell’atmosfera particolare dell’ultima serata del festival.

Ad aprire è stata Charlie Risso, genovese, volto noto del panorama locale e non solo. Sempre elegante, eterea, nella voce e nel corpo, ha portato sul palco Alice Nappi e insieme hanno saputo creare l’atmosfera morbida e malinconica che la contraddistingue. Tra i brani proposti, immancabile Rituals, che dà il titolo al suo ultimo album.

Il secondo nome in cartellone è quello di Blu Mamuth, duo electro-industrial. In scena hanno portato un rito mistico, fatto di elettronica, ritmi tribali e linguaggio inventato creato apposta per le composizioni sonore da loro create. La coppia ha firmato la colonna sonora di Benu, progetto multimediale dedicato all’arte contemporanea nel carcere femminile di Rebibbia. Totalizzante e disturbante, lo spettacolo che mettono in scena rapisce, anche nei momenti in cui Zefira scende dal palco per andare a sfiorare, guardando intensamente negli occhi, le persone in prima fila tra il pubblico.

Luci basse e onde sonore

Terminata l’esibizione, il palco cambia completamente atmosfera. Le luci si spengono e rimangono soltanto luci blu basse, mentre parte una lunga pausa musicale in attesa dell’arrivo dell’artista successiva. Un momento dilatato che permette al pubblico di entrare progressivamente nel mood, lasciando sedimentare quello che è appena accaduto e preparandosi alle frequenze completamente diverse di Anna von Hausswolff.

Compositrice, pianista, organista, nei suoi 39 anni ha collezionato riconoscimenti prestigiosi da parte della critica e sold out grazie ai tanti fan che la accompagnano, rapiti dalla sua capacità magistrale di muovere onde sonore, creare atmosfere uniche e far perdere l’orientamento per seguire quello che, mitologicamente parlando, si potrebbe definire il canto della sirena.

Insieme a lei, sul palco, ci sono Filip Leyman al sintetizzatore, Joel Fabiansson alla chitarra, David Sabel al basso, Love Meyerson alla batteria e Lisen Rylander Löve al sassofono. Insieme riescono a creare momenti intimi, passando poi a scenari sconfinati, sempre rimanendo fermi sul posto.

La scaletta di Anna attraversa diversi momenti del suo repertorio, con brani come The Iconoclast, Facing Atlas, The Whole Woman, Aging Young Woman, Ugly and Vengeful e Stardust. Una successione di brani che contribuisce a costruire quella dimensione sonora sospesa e straniante che caratterizza il suo live, tra elettronica, composizioni orchestrali e una voce capace di passare dalla delicatezza alla potenza.

Uno show totalizzante

Sul palco salgono con una sorta di divisa, a manica lunga, che qualcuno ha poi deciso di abbandonare viste le temperature folli. Ma non Anna: lei ha stoicamente mantenuto i capelli sciolti e la felpa fino alla fine del concerto, senza mai vacillare, rendendola, se possibile, ancor più creatura distante dall’umano. Il concerto arriva al gran finale con Struggle with the Beast, prima di vedere tutti scendere dal palco e Anna raggiungere il banchetto del merchandising per salutare i fan. 

La serata ha visto perdere i conduttori ufficiali di Lilith, Andrea Podestà e Lisa Galantini, ma le padrone di casa Cristina Nico e Sabrina Napoleone, accompagnate da Jessica De Pascale, hanno saputo brillantemente condurre la serata con una sorta di palco B, diametralmente opposto al main stage, accogliendo le artiste subito dopo la loro esibizione per raccontare qualcosa in più dei loro progetti al pubblico.

Il Lilith Festival chiude così la sua serata finale affidandosi a tre modi diversi di intendere la musica, ma tutti capaci di costruire un’atmosfera precisa: intima, rituale e infine totalizzante.

Foto di Daniele Modaffari

Pagina Instagram Charlie Risso
Pagina Instagram Blu Mamuth
Pagina Instagram Anna von Hausswolff

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