Antonio Giagoni: scrivere canzoni significa togliere le maschere

L’ep d’esordio di Antonio Giagoni, Canzoni ‘Quasi’ Fuori Moda, è un viaggio sonoro che esplora le intricanti trame dell’amore e della vita quotidiana. Composto da cinque tracce, il progetto abbraccia una varietà di stili musicali, dalla melodia italiana alla black music.

Canzoni ‘quasi’ fuori moda è il tuo primo ep solista e sembra raccontare una storia autobiografica. Puoi condividere con noi l’ispirazione dietro questo progetto e come hai deciso di esplorare la tua storia attraverso la musica?

Ho sempre cercato di mettermi a nudo attraverso la musica, nella vita tutti noi indossiamo delle maschere che fanno apparire un personaggio, come su un palcoscenico. La scrittura e le canzoni per me vuol dire toglierei tutte queste maschere e trasferire la mia nudità in qualcosa di fruibile.

L’ep è stato descritto come un “mini audio diario di bordo”. Come è stato strutturato e cosa possiamo aspettarci dal secondo volume, Canzoni fuori moda?

Si naviga attraverso tanti generi musicali, ogni pezzo descrive uno stato d’animo ben preciso, euforia, riflessione, malinconia, paura, solitudine e il secondo volume sarà per certi versi ancora più cantautorale, mi piacerebbe fare un disco molto acustico, molto intimo e per questo toglierò il “quasi” e lo intitolerò Canzoni fuori moda.

Nel descrivere il tuo lavoro, hai dichiarato di considerarti poco modaiolo e poco interessato alla moda. Come questa filosofia influisce sulla tua musica e sulle tematiche che affronti nei testi?

Penso che in questo momento più che mai ci sia bisogno di autenticità e di staccarsi un po’ da tutti questi meccanismi che spesso trasformano i musicisti in influencer, magari è un mio limite però questo mio modo di pensare è sicuramente “fuori moda” e scrivere senza ricalcare stereotipi precisi mi permette di sentirmi libero in quello che faccio e creare una mia linea ben precisa, sia al livello concettuale che al livello compositivo. 

C’è una canzone nell’ep che senti rappresenti meglio un momento chiave della tua vita?

Sì, in realtà ce ne sono due: Apatico innamorato e Notte. I due brani sono strettamente collegati e appartenenti a un periodo ben preciso. Confusione emotiva ed esistenziale da una parte (Apatico innamorato) e dall’altra la vita che un po’ tutti sognano fatta di musica, notti brave, girovagare senza tempo in cerca di situazioni stimolanti (Notte).

Quali sono le tue aspettative per il futuro della tua carriera musicale? Ci sono particolari progetti che sogni di realizzare?

Spero di entrare a breve in studio per registrare il secondo volume, nel frattempo sto scrivendo cose nuove e riscoprendo cose che ho nel cassetto, mi piacerebbe fare un mini tour a Parigi, città che mi ha letteralmente conquistato e magari fare un featuring con De Gregori o Silvestri, ancora meglio un tour di aperture ;)

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