Di Martina Ortis

La giovane cantautrice Claudia Anastasi, di origine siciliana, ha capito subito che voleva dedicare la sua vita alla musica. Ha iniziato a studiare violino all’età di 8 anni, oggi fa parte dell’orchestra sinfonica del liceo Tommaso Gargallo di Siracusa.

A 10 anni partecipa al programma televisivo Ti lascio una canzone in cui dà sfogo alla sua passione per il canto e la composizione di testi e musica. Nel corso della sua vita ha collaborato con diverse compagnie con le quali partecipa a diversi musical e contribuisce alla realizzazione di musiche e testi delle canzoni.

L’opinione del mare è l’album di esordio di Claudia, composto da nove tracce, sette brani scritti dalla cantautrice siciliana e due cover, Un seculu mi pari e Alfonsina Y El Mar. I testi presentano una grande distanza dalla moda e trattano temi attuali raccontati da un punto di vista inconsueto, data la giovane età della cantautrice (appena maggiorenne). 

Il sound è un punto di incontro tra il pop elettronico e la world music, in modo da formare un equilibrio usando la computer music e i legni delle chitarre. Questo è stato reso possibile grazie all’aiuto del cantautore Carlo Muratori che ha curato gli arrangiamenti dell’album. 

Claudia Anastasi traccia per traccia

Il disco si apre con la title track, L’opinione del mare, in cui si ascolta per prima una voce araba che si ripropone prima dell’ultima strofa della canzone. Il testo racconta di un viaggio della speranza di molti immigrati: persone con lo sguardo pieno di dolore e rancore si lasciano trasportare dal mare sperando di trovare un posto migliore dove vivere. Questa ballad viene accompagnata dal suono del violino di Claudia. 

Il viaggio nella musica della cantautrice siciliana continua con un sound più scatenato nella traccia La ballata della forza e della luna. Le parole della canzone sono un dialogo tra il satellite naturale e la forza, il cui focus si sposta dalla vitalità che trova il senso della sua esistenza solo nel Sole e la solitudine della Luna. Entrambe trovano il motivo per cui sono state create.

Un ritmo nostalgico e liscio di un violino e di una batteria accompagna la terza canzone dell’album, Rosse speranze, la quale racconta dei ricordi rivissuti in una mansarda da due gruppi di vite ormai realizzate: nella prima strofa il gruppo malinconico è formato da una mente brillante, un pittore, un attore e un sognatore; nell’ultima strofa a distanza di anni si trovano a bere lo stesso vino un artista di strada, un giurista, un dottore e un impiegato. Tutti i protagonisti capiranno che il tempo e la speranza volano via, ma solo l’amore rimane.

La musica si fa a tratti più moderna assieme ai suoni classici della chitarra e della batteria nella traccia Materità. Questa canzone racconta delle fantasie di una ragazza, Mara, che trasforma le parole cattive del suo compagno nella descrizione della sua personalità così da cambiarla. Alla fine della canzone Mara si riprende in mano la sua dignità e pensa che potrà cambiare solo fisicamente grazie al figlio che porta in grembo.

Un leggero suono di chitarra porta l’ascoltatore nella prima cover del disco, Alfonsina Y El Mar. La canzone originale fu composta dagli argentini Ariel Ramirez e Felix Luna e fu pubblicata per la prima volta nel 1969. Il testo è un omaggio alla poetessa Alfonsina Storni, morta suicida nel 1938 a Mar del Plata: lei si tuffò in acqua da una scogliera. Secondo la canzone invece si immerse lentamente nel mare.

I suoni delle percussioni e di un violino creano l’atmosfera per la canzone Un eleusino, la storia di un uomo che da una stella e poi da un colle veglia sul mondo e che sogna di far parte del mondo della natura, di trasformarsi in pioggia, di volare. Ma l’unica parte di sé veramente libera di librarsi nel cielo è la sua mente. Questo testo è stato ispirato dalla città greca di Eleusi, famosa nell’antichità per il suo santuario e per i riti sacri che vi si celebravano dedicati alla dea Demetra.    

La chitarra ritorna nell’introduzione della traccia Vomita in cui Claudia racconta di un momento di litigio in una storia d’amore: il rancore e la rabbia vengono vomitate in questa situazione per poi lasciare spazio al desiderio di coccole e carezze da parte dell’amato, come il sereno dopo la tempesta.

Il sound diventa più leggero e rilassante grazie all’incontro tra chitarra e violino nel brano Estasi. Il testo racconta di una bufera che fa cambiare strada ad una ragazza, la sua voglia di libertà le porta estasi nel cuore e non si lascia spaventare dal disordine e dalla vertigine di andare in un percorso diverso da quello tracciato sulla neve che aveva seguito fino a quel punto. 

L’album si conclude con la seconda cover, Un seculu mi pari. Essa è un’aria tradizionale siciliana, appartenente ai canti di spartenza che proviene dalla zona di Termini Imerese, un comune vicino a Palermo. Questa nuova versione è stata ri-elaborata e armonizzata dal cantautore Carlo Muratori.

L’opinione del mare di Claudia Anastasi riesce a trasportare la mente dell’ascoltatore sulle spiagge siciliane grazie ai suoni del violino e delle chitarre. È un viaggio che vale la pena intraprendere per assaporare un momento di pace interiore.

Genere: pop cantautorale

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