Espada, “Love Storm”: la recensione

espadaGli Espada, quintetto sotto la guida di Giacomo Gigli, riuniscono i membri dalle esperienze di varia provenienza, dal jazz alla psichedelia, che scelgono stavolta il cappello dell’alt-country rock.

Dopo il primo ep Flesh y Steel per l’etichetta argentina Sounds of Delta, la band si trasferisce a Foligno, con alle chitarre, Rocco Zulevi (Rijgs, Danny Mellow) e MS (autore assieme alla cantante Elvina Pinto dell’EP “The Well”, BVR 2015); al basso, Joe Rehmer (Hobby Horse, El Portal, Giovanni Guidi Rebel Band); alla batteria, Leonardo Pucci (Pulsar, Danny Mellow). Il nuovo disco di Espada si chiama Love Storm (BVR 2016) e si compone di sette brani firmati da Gigli.

Espada traccia per traccia

Con un titolo dickensiano, Hard Times apre il disco in modo acido e rumoroso, offrendo un assaggio delle atmosfere da frontiera, del protagonismo delle sei corde, della voce potente e ben portata che si avrà nel resto dell’album.

Molto più Elvis ecco poi Dwayne, che apre melodica e acquista rabbia e sangue lungo il percorso. Percorso che è tutt’altro che rettilineo e piuttosto urlato. Alcuni istinti si placano con The Number, che pure ha una struttura non fissa, con pause e ripartenze improvvise e le chitarre in bella evidenza.

Tra filtri e pioggia, The Tour introduce a un’atmosfera più Tom Waits/Nick Cave, ma con un pizzico di melanconia in più. Atmosfere improvvisamente molto intime sono quelle proposte da Young and Devious, per lo più chitarra e voce, ma anche in questo caso il percorso del pezzo sembra cambiare traiettorie durante la corsa.

Sussurrata ma anche in parte maligna Heart of Ice, irrobustita da sezione ritmica e chitarre incisive, per un prolungato finale strumentale. Echi ed effetti conferiscono maestosità a The Well, che chiude il lavoro.

Album piacevole e notevole quello degli Espada, che mettono sonorità e atmosfere a servizio di un disco fluido e ben suonato, con svolte originali e buona qualità ben distribuita.

Se ti piacciono gli Espada assaggia anche: Moro & The Silent Revolution