Eugenio in Via di Gioia, “Amore e Rivoluzione”: recensione e streaming

Gli Eugenio in Via Di Gioia hanno portato la musica ovunque, letteralmente. Prima dell’uscita del nuovo album Amore e Rivoluzione hanno regalato piccoli concerti e grandi emozioni in ogni angolo della loro città, Torino, al centro dell’attenzione per aver ospitato proprio in questi giorni l’Eurovision 2022. Ne hanno fatta di strada i ragazzi, da quell’angolino di piazza Carignano nel 2012 e ora alla consacrazione, meritatissima, con questo piccolo scrigno di canzoni eco-logiche e preziosissime. Prodotto da Vittorio Cosma Amore e Rivoluzione gioca con melodie e sovrapposizioni di voci, che sono una delle costanti carte vincenti degli Eugenii e che qui sembrano essere studiate al dettaglio.

La rivoluzione che si porta dietro è quella delle piccole cose, dal comprare semi per ogni like ricevuto nella giornata mondiale della Terra, dei ritornelli godibili mentre c’è impegno e irriverenza, amore e consapevolezza, paura e speranza. Chiamarlo pop sembra un po’ riduttivo, rientrando però totalmente nella definizione: accessibile, di facile ascolto, mentre l’intrattenimento si eleva lentamente a mano a mano che le canzoni prendono sostanza.

Eugenio in Via Di Gioia traccia per traccia

Vita dinamica molto carina / senza gli orari senza cucina / cena da asporto una piadina / non sporchi niente fai pure prima

Farebbe ridere se non facesse piangere, la Quarta rivoluzione industriale che apre il disco. Che inizia con un po’ di vocoder a spargere disagio e a seguire una serie di piccole, grandi disgrazie che i lavoratori conoscono ormai fin troppo bene: pensioni fantasma, contratti a tempo indeterminato, nel senso che oggi c’è e domani chissà, mutui che diventano affitti, nella logica del produci, consuma, falla finita. C’è anche Elio, sul finale, a candidarsi per un qualche improbabile posto di lavoro vantando certificati di resilienza. Amara e divertente, quasi come la realtà.

Quell’equilibrio che mi fa innamorare / perfetta e essenziale, non cerchi clamore / sei musica senza parole

Che Terra sarà l’apoteosi di ogni concerto è cosa certa. Un po’ di dolore al cuore diventa una delle canzoni più romanticamente tenere ascoltate da un pezzo. E sì che è stato già singolo, ma ancora una volta, riascoltandolo, qualcosa si è mosso. Sarà l’odore buono, l’orizzonte unico possibile, la banda che suona musica senza parole ma che si fa capire benissimo. E quando l’amore parla al futuro è primavera che ritorna, cantata a squarciagola, senza clamore perché è senza doverlo dimostrare.

Vi sentite da anni rodati, ma Gianni Rodari ogni tanto lo rileggete?

Un feat. di tutto rispetto quello con il Piccolo Coro dell’Antoniano in Filastrocca per grandi. Che crescere sia una trappola lo abbiamo già imparato a nostre spese, chi più chi meno, e qui gli Eugenio in Via Di Gioia ci spiegano il perché, tra un la la la e un ritmo un po’ greve. Tra zero rimorsi e vittoria nei ricorsi, lo scenario desolante della prima traccia sembra tornare alla carica, non per sentenziare, ma per offrire spunti e per trovare soluzioni.

Io non sеnto fatica da tutta la vita  / quando sono in me

Libero parla d’amore, di quello che spesso viene un po’ messo da parte e che invece tiene in mano le redini di tutta la nostra quotidiana realtà: l’amore per la propria libertà. Libertà di essere, di sentire, di mostrare chi siamo e di splendere quando siamo somiglianti a noi stessi. Aver cantato di trovare senza cercare scegliendo una sonorità che potrebbe piacere anche a mia madre, tra cori e schiocchi di dita ammiccanti è una scelta curiosamente riuscita.

La nostra esistenza troppo complessa per tirare una riga / ottenere un risultato uguale per tutti / non c’è una formula, non c’è una soluzione

In cima racconta più di un malessere che di una malinconia, più di un bisogno di riposare e di tenere duro che di fermarsi sul serio. C’è Francesca Michielin a stringere la fune insieme al gruppo torinese, che prova a spiegare un’esistenza ben diversa da quella che “dovrebbe” essere e che in qualche modo prova comunque a tenere il punto e a non mollare la presa. I giochi di voci regalano gioie ascoltando, e ascoltando un po’ ci si riconosce.

La rabbia è un animale feroce, divora la gente / si nutre di certezze e, e non serve a niente

Tra battaglie con noi stessi che non vince mai nessuno e voglia di certezze completamente inutili si muove La rabbia, che scorre senza troppi scossoni se non quello del messaggio che lancia: cercare di evitare di perdere tempo prezioso a combattere con la sensazione sbagliata.

Di te, come in tanti nella provincia assassina / si perdono le tracce e si ritrovano i corpi

Raccolta e toccante, Provincia assassina parla di una perdita dannata e insensata, del vuoto che lascia e dell’inaspettata amara presa di coscienza.

In continuo divenire, una ruota che continua a girare / e ritornare l’ultima parte di tutto / e non finire più

Non dura troppo la malinconia in casa Di Gioia: Nuvola cambia forma nel tempo e nello spazio, senza geometrie prestabilite e lasciando andare seguendo la direzione che il divenire ha disegnato per noi.

Non chiudere gli occhi, non andare a letto / non restare un numero in sala d’aspetto

Ancora di libero pensiero si torna a parlare: Plot twist senza spegnere il cervello, incoraggiando il cambiamento tornando al mood dei primi brani degli Eugenii, con un po’ di cassa dritta che ogni tanto male non fa, soprattutto quando si deve svegliare qualcuno dal torpore.

Fuori dalle discoteche che si ammazzino per un’idea e non perché hanno sete

Un altro spaccato tristemente divertente quello che si canta in Giornalaio, dove un giustiziere armato di informazione e buon senso va girando in bicicletta dando testate impunite per scuotere gli animi e perché certe volte non si può dialogare. Senza chiedere scusa si procede andando a scardinare le grandi parole che troppo spesso neanche vengono rilette prima di essere pubblicate sui giornali.

Umano sorridi, sei sempre il migliore / ti faccio uno spoiler, alla fine si muore

Ancora un singolone, Umano prova ancora ad aprire occhi e a piantare un seme in un campo lasciato abbandonato a se stesso. Logiche di potere e manie di grandezza che non fanno mai i conti con le conseguenze e con la certezza che, anche se fai finta di niente, quelle arrivano lo stesso. Qualche sorriso promozionale in meno, in cambio di qualche consapevolezza in più.

Cosa ci spinge a riempire tutti questi momenti / lhorror vacui, l’entusiasmo, l’ansia dei commenti

Utopia ha il compito di chiudere il cerchio, di lasciare ancora qualcosa prima che Spotify o chi per lui inizi a proporti qualcosa che somiglia a quello che hai appena finito di ascoltare. Ancora un sound divertente e giocoso, anche se la voce si abbassa e diventa preghiera, desiderio ardente, ricerca di contatto e di concretezza per sentirsi protetti.

Gli Eugenio in Via Di Gioia hanno fatto la rivoluzione parlando d’amore, hanno cantato per dare speranza, per divertirsi e per dimostrare quanto ancora di buono si possa fare con la musica. Regalare un sorriso, sbloccare un ricordo, far venire voglia di futuro. Di futuro utopicamente migliore.

Genere musicale: itpop

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