Marassi chiama, Genova risponde. D’altronde non ci si poteva aspettare nulla di diverso dal ritorno sul palco di Altraonda Festival degli Ex-Otago. Alle loro spalle campeggia una cartolina in bianco e nero del quartiere da cui tutto è partito, quello di Maurizio Carucci e compagni. Ancora prima che la band salga sul palco, una voce anziana racconta di quando al posto dei supermercati c’erano gli orti, di quando ci si chiedeva cosa potesse esserci oltre i confini di piazza Galileo Ferraris, di via Bobbio, di corso De Stefanis. Come se Marassi fosse un piccolo mondo in cui non manca nulla, anche se al di là del Bisagno qualcosa dovrà pur esistere.
Un quartiere di contrasti, dove il carcere e lo stadio dialogano ogni giorno, talvolta in una lingua difficile da comprendere. Gli Ex-Otago, invece, hanno scelto un linguaggio universale, capace di parlare a generazioni diverse. All’Arena del Mare si ritrovano giovanissimi e fan della prima ora per celebrare i dieci anni di Marassi in una grande festa in cui, sul serio, tutti sono protagonisti.
Emozionati e sorridenti, Maurizio Carucci, Simone Bertuccini, Olmo Martellacci e Rachid Bouchabla, accompagnati da Giorgia Sudati alla chitarra elettrica, ripercorrono un viaggio iniziato molto tempo fa. Si passa da I cinghiali incazzati a Stai tranquillo, si scherza su Quando sono con te (“Non volevamo nemmeno metterla nel disco, ci sembrava un pezzo troppo leggero… Ci hanno convinto ed è stato l’unico platino della nostra carriera”) e si torna a stringere i pugni con Ci vuole molto coraggio.
Un tuffo in un passato ancora più lontano porta fino a Costa Rica, prima di guardare avanti con Tutte le montagne addosso, brano scritto da poco e proposto dal vivo per la prima volta. Un pezzo intenso, che mette in luce anche le qualità vocali di Giorgia Sudati, accolta con grande calore dal pubblico.
Due gli ospiti della serata: uno atteso, l’altro decisamente meno. Tornano sul palco Francesco Bacci, storico ex membro della band, e Melina Riccio. Spiegare a chi non è genovese chi sia l’artista di strada più celebre all’ombra della Lanterna non è semplice, anche se le sue opere hanno ormai superato i confini della Liguria. Melina raccoglie fiori e materiali di scarto e, rigorosamente in rima, costruisce messaggi di pace e d’amore, con un linguaggio visionario ma sorprendentemente comprensibile. A lei il compito di intonare una personale versione dell’Inno di Mameli, trasformato in un invito all’unità e alla pace. Gli abbracci, i sorrisi e l’affetto con cui viene salutata raccontano perfettamente il clima dell’intera serata.
Non manca un momento dedicato al G8 di Genova, di cui proprio in questi giorni ricorre il venticinquesimo anniversario. “Non ricordiamo il vertice dei Grandi, ma quel movimento immenso che ha radunato milioni di persone per chiedere un altro mondo”. Un ricordo che resta inevitabilmente doloroso: “Sappiamo cosa è successo alla Diaz, a Bolzaneto, in piazza Alimonda. Genova non dimentica e questi temi sono più attuali che mai, forse oggi più di allora”.
Fa riflettere vedere come, al di là del genere musicale, gli artisti che stanno calcando i palchi dei festival estivi non abbiano seguito il ‘consiglio’ di non esporsi. Ognuno lo fa con il proprio linguaggio e la propria sensibilità, ma tutti hanno scelto di prendere posizione, a prescindere dall’età, dal pubblico o dal genere musicale. È anche questo uno dei fili che unisce il popolo della musica: non sono solo canzonette, e probabilmente non lo sono mai state.
Per gli Ex-Otago, però, tutto torna sempre lì, a Marassi, un luogo di partenza e di ritorno, che unisce la loro storia a quella di tutta la città. Sul finale tre pezzi che “sbrodolano miele” accompagnando il pubblico all’uscita: Con te, Solo una canzone e Questa notte. E poi le presentazioni, ancora abbracci, ancora sorrisi.
Scaletta
I giovani d’oggi
Cinghiali incazzati
La nostra pelle
Stai tranquillo
Mare
Quando sono con te
Gli occhi della luna
Sognavo di fare l’indiano
Non molto lontano
Ci vuole molto coraggio
Tu non mi parli più
Bar Centrale
Costa Rica
Tutte le montagne addosso
The Rhythm of the Night
Tutto bene
La notte chiama
Con te
Solo una canzone
Questa notte
Testo e foto di Chiara Orsetti

































