Giacomo Toni: “Ballate di ferro” è il nuovo album

Ballate di ferro è il nuovo album in studio di Giacomo Toni, autore, compositore, pianista, chitarrista e cantante. Si tratta della sua terza fatica discografica dopo Musica per autoambulanze (2013) e Nafta (2017), in uscita il 10 settembre 2021 per L’Amor Mio Non Muore – Dischi, con l’artwork dell’illustratrice Mara Cerri (conosciuta anche per aver realizzato la locandina del film cult “Lazzaro Felice” di Alice Rohrwacher).

Anticipato dai singoli Se proprio devo, Sarà e Gli autobus, il nuovo album di Giacomo Toni sarà disponibile su vinile 12”, compact disc e ovviamente in streaming e digital download sulle principali piattaforme musicali.

Giacomo Toni racconta “Ballate di ferro” 

Gianni: dedicata al sassofonista che mi pagò un volo per raggiungerlo a Parigi anni fa, e mentre parlava  d’amore c’era uno che sembrava Senna che si specchiava in un fiume che si chiamava come lui. 

Sarà: la frase “ o nella vita o nel nulla “ è estratta da una poesia di Pavese, il gioco di questa canzone è fare uno “slogan “ scanzonato di una frase abbastanza abissale, darle una luce di speranza, insomma il personaggio è un Pavese che non la fa finita. 

Se proprio devo: nata da una frase sentita da un compagno di vita dopo una grigliata d’agosto prima di scendere in campo in un triangolare alle tre del pomeriggio: “se proprio devo morire che sia in un campo di pallone”, ho costruito il testo intorno  

Sexy Smog è  un futurista intenerito, che non rinuncia al suo sguardo d’avanguardia incendiaria ma lo proietta nella sua storia d’amore, che vuole fare dell’universo una opera d’arte vitale  

Mogli ingrate: questa è una storia tragica di violenza domestica, tratta da una storia vera volevo trovare il modo di  mettere a nudo un uomo malato di ricchezza e violenza. Ho pensato che mettermi nei panni di un suo complice (come io narrante) potesse dare più forza e far emergere più violentemente il degrado morale 

Gli autobus: questa canzone è volutamente molto semplice, corale e tranquilla, una storia di distanza e di luce e di viaggio 

Mah: questa è una canzone sull’ abbandono. Il personaggio (immaginiamocelo di alta cultura) ragiona su una congettura sintattica, si immagina come si vive una vita senza di lui e ne vorrebbe una descrizione formale da una sua amata, si sta bene senza di me? Si chiede: come faccio a saperlo? Ma poi si rompe presto i coglioni e la canzone finisce  

Tutto mi fa ridere: idea nata da una foto di un galeotto francese di inizio Novecento, che aveva tatuato nel petto la frase “tout me fait rire”, da qui l’idea di immaginarselo nel mondo di oggi con quella sua frase beffarda come unica direzione filosofica. Viene citato il poeta Antonio Delfini nella frase “Vita senza vita e senza freno” e Celine “i camion buttano sotto la gente simpatica”

Qualcosa di povero: “ti metterei in mostra” è tratta dall’ “Idiota” di Dostoevskij, ho creato un personaggio con gli stessi suoi tratti, l’ingenuità, la purezza, in una storia d’amore popolare e disinteressata.  

Buongiorno: si affida la chiusura del disco a una canzone semplice che vuole esprimere una vitalità postuma , un ritorno, un romanticismo tardivo di un innamorato parziale.  

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