Strangers è il nuovo ep di Gintsugi. Una delle voci più originali in ambito alternative e art pop prosegue nel proprio percorso con coerenza ma anche con spirito di esplorazione.
Cinque brani che esplorano il senso dell’alterità, muovendosi tra luce e ombra, fragilità e consapevolezza, in un equilibrio costante tra ricerca sonora e profondità emotiva. Un viaggio intenso e coinvolgente che amplia l’universo creativo di Gintsugi, confermandone un’identità artistica sempre più definita, originale e riconoscibile nel panorama indipendente.
Strangers è un viaggio in cinque tracce che rende labili i confini — geografici, emotivi e sonori. Concepito e registrato tra Italia e Francia, l’album attraversa l’intensità dello spaesamento degli incontri inattesi. È un lavoro sensuale e atmosferico, che parla con molte voci pur mantenendo un’identità profondamente intima.
Gintsugi traccia per traccia
Il lavoro si apre con Stranger, traccia utilizzata anche come singolo di promozione dell’album: una marcia cadenzata che contiene un invito chiaro, “Don’t mess with me”. Accompagnata da un lyric video piuttosto suggestivo, la canzone racconta di una visita notturna inaspettata e minacciosa.
Si passa dall’inglese al francese con Ton Miroir: l’artista residente a Grenoble maneggia con disinvoltura la lingua di Balzac e Proust, appoggiandola in questo caso a una melodia di pianoforte, che però poi cambia senso e significato in una seconda parte molto più cupa e anche portatrice di volontà aggressive. Mutevole e oscura, la traccia compie il proprio percorso, tornando alle delicatezze iniziali.
Cori a cappella per Oh My Kid, che ritorna all’inglese per una melodia che poi incorpora elementi elettronici e qualche glitch. Anzi la parte electro poi diventa prevalente, si mangia il coro e porta tutti in sotterranei piuttosto angusti e inquietanti.
Anche The Gift apre con il pianoforte e con una certa tristezza nel cuore. Ma anche qui si assiste a un’evoluzione e a una trasformazione, che porta il brano quasi a fluttuare alto, alla ricerca di sensazioni che rimangono profonde benché si facciano eteree.
L’atmosfera cambia e si fa più ritmata con Battlefield, che mostra anche un lato più “pop” della produzione di Gintsugi, in realtà sempre presente anche nei lavori precedenti. Si tratta ovviamente di un pop sofisticato e di taglio internazionale, non privo di delicatezza.
Gioca con i suoni e le sensazioni, il nuovo ep di Gintsugi, e porta con tranquillità verso ulteriori sfaccettature della sua composizione. Il progetto di Luna Paese matura un po’ per volta e si fa sempre più interessante e meritevole di scoperta.







