Giuliano Clerico, “L’Uomo Tigre ha fallito”: la recensione

coverQuarto album per il cantautore Giuliano Clerico, che questa volta si muove su piani surreali e fumettistici con L’Uomo Tigre ha fallito. Prodotto da Claudio Bollini, il disco è stato mixato da Enrico Flynt Mambella nel RED DEVIL RECORDING STUDIO di Pescara e masterizzato da Marco Vannucci presso SPITFIRE
MASTERING STUDIO di Montesilvano(Pe). Copertina realizzata da Valeria Bollini.

Giuliano Clerico traccia per traccia

Si parte con Cadenza, introdotta da chitarre acustiche e ritmi piuttosto world music. Quando entra il cantato il pezzo prende morbidamente la forma di una sorta di filastrocca orientale, con qualche spunto curioso qui e là. Si prosegue con L’aria, un medio rock con qualche accelerazione e un testo decisamente singolare.

La title track L’Uomo Tigre ha fallito prosegue con la sequenza di osservazioni curiose e di atmosfere sonore fantasiose, spostandosi questa volta in ambito che si potrebbe definire beatlesiano. Molto più incisivo il sound de Le Scimmie, con qualche influsso di southern rock, e qualche risvolto inquietante sparso tra i versi.

Maggiore tranquillità quella di Roulette russa, che sembra voler prendere davvero il passo “da cantautore”, ma sempre senza rifuggire qualche idea sghemba e qualche uscita di sicurezza sonora che se la dia a gambe di fronte alla banalità. Ritratti agghiaccianti sono alla base di Soap Opera, sempre considerati però con leggerezza e in modo piuttosto fluido.

Stile più intimo quello di Sotto undici stelline, prima che il Waltzer degli zombi proponga un passo cadenzato che può far pensare più a qualche danse macabre che a The Walking Dead. Si chiude con l’atteggiamento giocoso di Vecchie foto e denti rotti.

Un disco piuttosto singolare e originale, quello di Giuliano Clerico, che si attacca alla realtà con artigli degni dell’Uomo Tigre ma facendo sembrare il proprio atteggiamento privo di sforzo.

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