Guido Maria Grillo, “Senso”: recensione e streaming

Si intitola Senso l’album di Guido Maria Grillo. Un album d’altri tempi, registrato in presa diretta e in analogico con un ensemble da camera, eppure visceralmente contemporaneo. Un figlio del Barezzi Festival, che s’ispira al mecenate di Giuseppe Verdi e costruisce ponti ideali tra musica colta, Opera e contemporaneità internazionale.

Immerso nell’arte fin da piccolo, nella casa materna, zeppa di quadri dello zio pittore, echeggiavano arie d’opera intonate dal nonno, tenore e violinista, e dallo zio, grande esperto di Giacomo Puccini, Guido Maria è cresciuto ascoltando Luigi Tenco, Jeff Buckley, Fabrizio De André (a cui ha dedicato anche la sua tesi di laurea in Filosofia). Dalla madre, De Curtis, discendente del Principe Antonio “Totò”, e docente di Storia dell’arte, ha ereditato sensibilità artistica e doti vocali.

Guido Maria Grillo traccia per traccia

La prima traccia del disco è Corpo nudo, un percorso sofferto e intenso con un'esplorazione delle possibilità vocali, su supporto del pianoforte, con immagini improvvise e folgoranti.

Molto sofferta Nessuna cura, che si avvale dell'apporto degli archi per conferire un'aria solenne e fortemente malinconica.

Movimentata e quasi pop Cosa conta, sorretta da ritmi alti e da intensità robusta. Si torna a toni molto più intimi per Salsedine (mi avvelena), che apre di piano e voce ma poi fa entrare di nuovo gli archi.

L'attimo dell'abbandono ospita vibrazioni di partenza per costruire il brano su pezzi piccoli che interagiscono in modo armonico.

L'onda struggente prosegue con Canzone per me, che si orchestra però su un battito "moderno". Morbida e tutto sommato semplice L'egoismo.

La voce è la protagonista de La speranza è una trappola, che strappa di colpo dopo un inizio morbidissimo.

Tutto quello che un figlio chiude il ciclo degli inediti con un altro brano in cui la protagonista è la voce, sia da sola sia in coro. Si chiude con l'omaggio a Verdi sul Va pensiero, reso in modo più pensoso che trionfante.

Chiaramente non un disco "facile", l'album di Guido Maria Grillo si stacca abbastanza dalla contemporaneità da avvicinarsi alle categorie più slegate dal tempo. Cura del dettaglio e forza intima delle canzoni rendono particolarmente apprezzabile il lavoro.

Genere: cantautore, classica

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