Heidi for President, “Nostrils”: la recensione

Heidi for PresidentEsce il 21 aprile il disco d’esordio degli Heidi For President, band tarantina composta da Sergio Leo, Annarita Flemma e Danilo Vona. L’album, dal titolo Nostrils, è a tratti autobiografico, e descrive i sentimenti che legano ogni essere a ciò che lo circonda e che gli succede. Nella produzione del disco hanno preso parte tre importanti artisti dell’etichetta: Roberto Mangialardo (La Municipàl) alle chitarre, Dario Ancona (I Misteri del Sonno) al basso e Paolo Del Vitto (Playontape) alla batteria. Il disco è prodotto da Paolo Del Vitto. E’ stato registrato presso i Laboratori Musicali di Trepuzzi (Lecce).

Heidi for President traccia per traccia

Dreaming State of Jackson apre il disco su ritmi sostenuti e un’atmosfera di allegria ma anche di inquietudine. Nostrils, la title track, fa scelte del tutto opposte: si immerge in un’atmosfera molto morbida e dolce, con ispirazioni folk ma anche panorami sonori piutosto vasti e quasi orchestrali. Ma la canzone ha vite e aspetti differenti, tanto è vero che la seconda parte si scopre più composita e animata, completando le impressioni lasciate dal preludio.

Martellante e in netto crescendo Whom, che sceglie linee più semplici ma non meno incisive. Ingresso acustico e giro di chitarra classico per Mr. Hubert Cumberdale, che poi si frantuma in impressioni differenti e più scomposte, con piccole tempeste e voci femminili. Pezzo dall’andamento curioso e non rettilineo anche Growing Green Time, che tende ad alternare momenti pieni e vuoti, cercando di sorprendere l’ascoltatore.

Qualcosa di più tetro si coglie all’interno di Nasty Tasty Blow, benché le voci (a duetto femminile/maschile) si sollevino verso l’alto, ma senza alleggerire la tensione. Dawn parte da lontano, con voci sparse su un tessuto acustico, poi alza leggermente il volume ma senza sbilanciare l’equilibrio. Infine entra il drumming ed è piuttosto martellante, anche se il pezzo cresce senza esplodere veramente.

La chiusura è la bonus track Portrait of the Artist as a Young Dog, con evidente riferimento a Dylan Thomas (che faceva riferimento a Joyce). Una ballata dal carattere celtico e danzereccio, ma senza rinunciare a tratti di intimità.

Un disco ricco e molto vivo, quello degli Heidi For President, che prendono le ispirazioni della canzone folk tradizionale e le miscelano con esperienze personali e con altre istanze sonore, ottenendo un risultato originale e molto intenso.

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