Ehi, è appena arrivata ma già ti mancava, vero? Eccola qua: #incontrixsingoli, la playlist così indie che puoi dedicare alla tua futura ex moglie (o marito). In copertina Elasi.

Elasi, Si salvi chi può

Si salvi chi può è il singolo di esordio con Sugar di Elasi, nome giovane ma già in circolazione da qualche tempo. “Aprite i porti” è il primo verso di una canzone giocosa (che però non rinuncia a far incazzare Salvini).

“A volte lottiamo per una causa o per qualcosa di ingiusto attraverso i social, senza poi compiere un’azione concreta per salvarci dal disagio. Galleggiamo e perdiamo tempo ad arrabbiarci tra di noi attraverso lo “specchio nero”, quando basterebbe andare avanti facendo quello in cui si crede forte (“e cammina non ti curar di loro, cammina guarda e passa”) Il brano fa parte di ‘CHI’, il progetto in cui ho arrangiato miei brani, a distanza e via internet, con musicisti conosciuti sul web provenienti da Paesi e culture lontane sparse per il mondo. In “Si Salvi Chi Può” ci sono suoni e ritmi che arrivano da un viaggio virtuale in Perù.”

Tormento, Tiromancino, “Per quel che ne so”

Collaborazione di alto profilo per Tormento: l’ex Sottotono riempie di emozione Per quel che ne so, messa in pista insieme ai Tiromancino, con la voce di Federico Zampaglione prestata a una ballad molto romantica. “In fondo d’amore viviamo”.

Calibro35, “Stan Lee”

I Calibro 35 pubblicano un nuovo singolo: s’intitola Stan Lee (per i pochi che non sapessero, il recentemente scomparso inventore di Spiderman e di altri mille personaggi dell’universo Marvel) ed è il primo estratto da Momentum, il nuovo album in uscita il 24 gennaio 2020 per Records Kicks. Stan Lee vede la partecipazione del rapper, produttore e autore Illa J. Quindi, porca vacca, è un brano cantato, anzi rappato:

“Dopo dischi interamente strumentali e solo “tra di noi” la scelta di confrontarci con qualcuno che “DICE COSE” sulla nostra musica non è stato semplicissimo, ma ci sembrava la cosa giusta per avere nuovi stimoli e guardare oltre ciò che abbiamo sempre fatto.

Riguardo a “Stan Lee” (ma anche a “Black Moon” altro brano con guest del disco), da una parte evitare il cantato melodico ci ha permesso di sviluppare la musica in maniera più libera, dall’altra il rap ci ha obbligato a un salto temporale nella contemporaneità”.

Astenia, “Due”

Gli Astenia tornano con il nuovo singolo Due (Rivoluzione Dischi/Pirames International). Il brano anticipa l’uscita dell’album d’esordio della band, la cui pubblicazione è prevista per l’inverno 2020. Due, prodotta da Alessandro Forte (Aiello, Galeffi, Mameli, Scrima), è una ballad che racconta l’intimità di una storia d’amore nelle sue fragilità e getta una luce evanescente sugli istanti vissuti in una stanza con una finestra aperta su una sera invernale in città.

Hike, “Clean”

Ci sta un po’ di rock “vecchio stile” in una playlist come #incontrixsingoli? Ma certo che sì. Che poi così old style gli Hike non sono nemmeno troppo: Clean è il nuovo estratto dal primo ep della band, Hike_01. Il trio ha avuto qualche partenza a singhiozzo ma ora ha trovato il proprio focus.

“Noi tre siamo amici da una vita, ci siamo conosciuti con la musica, abbiamo sempre fatto musica e abbiamo visto nascere e morire diversi progetti insieme. Tranne gli HIKE. Questo al massimo lo abbiamo chiuso nel cassetto… che abbiamo riaperto lo scorso anno!”

Ale-Ice, Simone Da Pra, “Nato fuori tempo”

Nato fuori tempo è il secondo dei quattro singoli che anticipano l’uscita di Alessandro, il nuovo progetto acustico pop-alternative di Ale Ice, giovane bellunese qui affiancato da numerose citazioni pop e da Simone Da Pra.

«Una sera guardando “Midnight in Paris” di Woody Allen (che infatti cito nel bridge finale) è nata l’idea di far nascere un brano trattando la mia inadeguatezza rispetto ai tempi d’oggi. La canzone è arricchita dalla strofa di Simone da Pra del quale non so se sono più amico o più fan».

L’Albero, “Cenere”

A proposito di Marvel, sembra uscire da Endgame l’immagine iniziale di Cenere, il nuovo singolo de L’Albero, cioè il progetto solista in italiano di Andrea Mastropietro, ex voce e chitarra dei The Vickers. La canzone è stata scritta, arrangiata e prodotta da l’Albero che, oltre alla voce e ai cori, ha suonato sintetizzatori, chitarra acustica, chitarra elettrica. Ma c’è da notare anche un assolo di sax, nonché una certa profondità psichedelica del pezzo.

Colla, “Campari”

Un cicchetto non si rifiuta mai, soprattutto se vieni dal Veneto: i vicentini Colla si prendono un Campari, singolo di rock riflessivo e crescente. Il progetto Colla ​nasce nella provincia di Vicenza nell’ottobre del 2016 quando tre musicisti Simone Pass (Polar for the Masses), Mauro Poli (Soyuz), Davide Prebianca (Oltrevenere) decidono di fondare uno nuovo gruppo per dare spazio  alle loro creatività musicale in un piccolo paesino collinare vicentino.

Gionathan, “Stanotte”

Esce dalle feste discografiche degli anni ’80 a tinte r&b Stanotte, la nuova canzone pubblicata da Gionathan, tutta colorata di black. Scritta e prodotta da Gionathan stesso, che la riempie di link e riferimenti un po’ vintage, come la Panda della copertina del singolo, del resto.

Tota, “Gli anni che ho”

Senti come vagano e come si fluidificano i suoni ne Gli Anni Che Ho, il nuovo singolo di Tota (Grifo Dischi). Tommaso Tota, nato a Orvieto, Umbria, si trasferisce presto a Bologna, innamorandosi della città, che diventa fondamentale per lui e per la sua musica. Il 29 gennaio 2019 ha pubblicato Senzacera, il primo album in studio.

Gli anni che ho fotografa un momento della mia vita in cui penso con insistenza agli anni che passano, all’età che avanza e a quanto non possiamo fare niente per impedirlo. Non è una canzone felice, non è neanche una canzone triste. È un brano che alterna rassegnazione e momenti di forza, incoscienza incontrollata e consapevolezza che in fondo la maggior parte dei nostri problemi sono stronzate che dovrebbero durare il tempo di una mezz’ora. Ma non possiamo fare a meno di trattarci come un Io bisognoso di attenzioni, a volte. Perché alla fine siamo ancora in piedi, ma non li trattiamo proprio bene gli anni che abbiamo, o no?