Indianizer, “Radio Totem”: la recensione del nuovo album

Radio Totem è il nuovo album firmato da Indianizer. Una sola creatura, quattro teste: Riccardo Salvini, Salvatore Marano, Gabriele Maggiorotto e Massimiliano Zaccone. Radio Totem è il loro primo disco in italiano, dopo anni di concerti in giro per l’Europa e svariate pubblicazioni in inglese. È il primo album di Indianizer ad uscire in collaborazione con TEGA, la neonata etichetta del collettivo C+C=Maxigross. E come l’ultimo lavoro della band veronese, Sale, per ascoltarlo è necessario scaricarlo (a 5 euro: li merita) da bandcamp.

RADIO TOTEM è un album nato dall’esigenza di dare una forma al dolore, alla perdita e al senso di abbandono. Un inno oscuro alla consapevolezza di dover imparare a lasciare andare le cose, i momenti e le persone. È musica che scava nell’ombra, un rituale, un requiem catartico. Il TOTEM rappresenta ciò che non c’è più, ma che in qualche modo rimane.

Abbiamo bisogno di antenati e non di fantasmi. La RADIO ci permetterà di trasmettere il suono attraverso il cosmo. Abbiamo bisogno di comunicare questo messaggio. Una traccia sola dura quasi venti minuti, ci sono due brani strumentali, alcune parti cantate in coro e altre recitate, pochissimo ritmo. L’unica lingua utilizzata è l’italiano. Il suono è un mix di psichedelia, musica ambient, atmosfere free jazz, world music e suoni elettronici“.

Indianizer traccia per traccia

La partenza è riservata alle escursioni notturne di Impossibile (pt. 1), percorso lungo rivoli sciamanici che, dopo una lunga introduzione strumentale approda alla voce, prima singola e poi corale. Un rito più che un incipit.

Loro danzano con te trova un oasi nel deserto e la anima di balli tribali ma gentili, con ritmi cadenzati e controllati. Si celebra poi la Festa di lacrime amare, celebrazione formicolante ma non triste e ricca di fiati orientali e antichi.

Voci lontane a loop e poi un recitato che racconta storie di battaglia e demoni animano Questa guerra è inevitabile, che finisce altrettanto a loop.

Dopo l’Estate fa da raccordo strumentale, con dinamiche sommesse e minimali che si sviluppano piano e dal basso. Ecco poi Impossibile (parte 2), altro viaggio notturno e rituale intorno a un fuoco virtuale, dove promesse e maledizioni acquistano peso e realtà. “Il fine non purifica i mezzi”.

Si chiude con Tocca a noi, marcia che arriva da lontano e prende possesso gradualmente del panorama sonoro, in un avanzare marziale che si trasforma in una lunghissima suite sul medesimo ritmo.

Suggestivo e coerente, il nuovo disco di Indianizer è una proposta di alto livello, quasi più raccontata che suonata, con mille piccole sensazioni tenute insieme da una visione comune. La scelta “esclusiva” di bandcamp come sempre si presta a lodi e critiche (ma ribadiamo che il prezzo richiesto è veramente esiguo).

Come si faceva una volta (ma veramente una volta) appare la frase: “Consigliamo l’ascolto in cuffia o con audio stereofonico”. Ed è motivata: il lavoro alle spalle di un disco di questo tipo merita tutta l’attenzione, la concentrazione e la qualità sonora di cui si possa disporre.

Genere musicale: rock alternativo, progressive

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