Denise Battaglia ha pubblicato di recente il nuovo ep da tre canzoni L’Angelo Custode. Le abbiamo rivolto qualche domanda.
A un anno da Il Giullare, quali aspetti del tuo percorso artistico senti di aver sviluppato maggiormente arrivando a L’Angelo Custode?
Il Giullare e L’Angelo Custode sono lavori distanti tra loro. A livello sonoro sono tornata a una struttura più lineare dei brani, lasciando momentaneamente la sperimentazione presente nel Giullare. A livello tematico invece, l’evoluzione è associata alla mancanza di maschere e nell’affrontare con maggior chiarezza l’idea di un vivere autentico e semplice.
Questo nuovo ep è dedicato alla Romagna: quali immagini, persone o esperienze della tua terra hanno influenzato maggiormente la scrittura dei tre brani?
In primis mio nonno al quale è dedicato il brano Piero. Le immagini che hanno ispirato questo ep sono quelle delle campagne, dei prati e delle persone che si incontrano in questi luoghi condividendo gioia e curiosità.
Nel disco convivono elementi cantautorali, folk, pop e soul. Come lavori per mantenere una tua identità riconoscibile pur attraversando linguaggi musicali diversi?
Credo che la mia identità passi proprio attraverso la sperimentazione costante di mondi diversi. Il collante è rappresentato dal linguaggio e dalle melodie.
Vita è cantata in dialetto romagnolo. Quali possibilità espressive ti offre il dialetto rispetto all’italiano?
Nel dialetto vi è una musicalità diversa e la possibilità di creare un legame più sentito con la tradizione.
In Sei importante collabori con Enrico Gabrielli, musicista dalla forte personalità artistica. Come è nato l’incontro e cosa ha portato al brano il suo contributo?
L’incontro nasce attraverso la mia etichetta Casadei Sonora. L’idea era quella di integrare strumenti legati alla tradizione. Enrico Gabrielli ha portato al brano un maggior impatto emotivo e dinamico.

