Intervista: Fermoimmagine, ricominciare da zero

SONY DSC

Uscito qualche tempo fa, si chiama Frammenti il secondo disco dei Fermoimmagine (qui la recensione di TraKs): sospese tra cantautorato e varie “waves”, dieci canzoni pescate spesso da oscurità profonde. Abbiamo intervistato il duo.

Che tipo di momento fotografa, per il vostro progetto, “Frammenti”?

“Frammenti” nasce da un forte desiderio di fare un salto di qualità. “Foto Ricordo” è stato il nostro primo disco che in parte ci ha soddisfatto e in parte no. Ci siamo accorti che potevamo fare di più, per questo abbiamo cercato le persone giuste per crescere e maturare maggiormente.

Gianluca Lo Presti e Lorenzo Montanà ci hanno aiutato moltissimo in questo percorso: con loro abbiamo fatto tabula rasa di tutto quello che avevamo acquisito e imparato negli anni precedenti per poter ricominciare da zero. E’ stato un lavoro lungo e impegnativo, soprattutto per me che mi sono confrontato con altre persone per quanto riguarda la scrittura di testi e musiche.

Per la prima volta ho permesso ad altri di mettere le mani su cose mie, ci siamo messi completamente in discussione. Non potevamo fare scelta migliore, abbiamo imparato tanto, forse più di quanto potevamo immaginare inizialmente.

Il disco ha richiesto circa un anno e mezzo per essere ultimato. Quali sono state le sensazioni predominanti nel periodo di lavorazione del disco?

Come ho già detto in precedenza è stato un lavoro lungo e impegnativo, ma estremamente stimolante. Inizialmente sono prevalse sensazioni di difficoltà e incertezza: era la prima volta che avevo a che fare con altre teste che non la pensavano esattamente come me.

I primi pezzi che scrivevo venivano bocciati o riscritti più volte finché non riuscivo a realizzare qualcosa di decente, che fosse soddisfacente non solo per me e Mirko ma anche per Lorenzo e Gianluca. La prima parte del disco è stata la più faticosa perchè dovevo entrare ancora in sintonia con gli altri e assimilare al meglio i consigli che puntualmente mi venivano dati.

Nel tempo abbiamo acquisito sempre più sicurezza e consapevolezza dei nostri mezzi e scrivere nuove canzoni è stato sempre più facile e naturale.

Perché avete scelto “Pugile” come singolo?

Abbiamo scelto “Pugile” perché è un pezzo che si ricorda bene, ha un ritornello che rimane in testa, lascia il segno. E’ una canzone che tra l’altro sento moltissimo, rappresenta bene lo spirito dei FermoImmagine: quello di non arrendersi mai, di andare avanti sempre e comunque.

In tanti anni che abbiamo suonato in giro abbiamo ricevuto tante porte in faccia e parecchie delusioni ma non ci siamo mai scoraggiati. Se siamo arrivati a questo punto è merito della nostra determinazione, crediamo molto in quello che facciamo.

FermoImmagine: buona la prima

SONY DSC

Come nasce “Distante”?

“Distante” è un pezzo che parla sostanzialmente di un viaggio nello spazio e nel tempo, di una gran voglia di lasciarsi alle spalle tutto per poi ritornare a casa. E’ stata una delle ultime canzoni che ho scritto per questo disco e devo dire che non ci ho messo molto a comporla.

“Distante” è nata così, naturalmente e senza particolari intoppi: come si potrebbe dire in questo caso “buona la prima”. Nelle mani di Gianluca ma soprattutto di Lorenzo ha fatto un ulteriore passo in avanti, secondo me uno dei pezzi migliori di “Frammenti”.

Potete raccontare la strumentazione principale che avete utilizzato per suonare in questo disco?

Innanzitutto parto col dire che siamo in due. Oltre a essere cantante sono anche chitarrista, ho usato una Gibson Les Paul. In “Ansia” ho suonato anche un synt Microkorg. Mirko è il bassista e ha utilizzato un basso elettrico Eko degli anni 80. I provini delle basi elettroniche sono state realizzate con Logic su Mac, successivamente sono stati rielaborati da Lorenzo Montanà. Quando ci siamo trovati per registrare il tutto al Loto Studio di Gianluca Lo Presti abbiamo aggiunto altri suoni di synt.

Chi è o chi sono gli artisti indipendenti italiani che stimate di più in questo momento e perché?

Ho apprezzato moltissimo “Earth Hotel” di Paolo Benvegnù: belle canzoni e bei testi, mi ci ritrovo molto in quello che scrive. E’ senz’altro uno degli autori indipendenti che stimo di più, già lo seguivo ai tempi degli Scisma. Mi piace molto Marco Parente, un artista che secondo me non è stato apprezzato come meriterebbe. Il suo modo di scrivere canzoni è del tutto personale, un autore molto originale. Ho tutti i suoi dischi, aspetto con ansia il suo prossimo lavoro.

Ho ascoltato e riascoltato “Aspettando i barbari” dei Massimo Volume . Non li conoscevo bene e il fatto che non ci fosse un vero cantato mi lasciava perplesso. Mi sono dovuto ricredere, credo prenderò anche i dischi più vecchi. Ho scoperto un artista in apparenza molto lontano dal nostro modo di fare musica: Enrico Farnedi. E’ bravissimo, molto divertente, ha un’ironia tutta sua. Ho avuto modo di conoscerlo l’estate scorsa, mi piace come persona e lo ascolto sempre volentieri.

Infine vorrei citare i Delenda Noia. Ho ascoltato parecchio “Odietamo”: mi piace davvero tanto, ha dei pezzi che ti entrano in testa e non dimentichi più. Abbiamo avuto il piacere di conoscerli di persona e di dividere il palco il 24 ottobre dello scorso anno al Mikasa di Bologna. Bravissimi dal vivo, molto scenici e coinvolgenti.