Si intitola Cavallo Pazzo l’esordio discografico del cantautore toscano Ivan Francesco Ballerini pubblicato e distribuito da RadiciMusic Records. Dieci brani inediti in un concept album in cui si narra la storia di Cavallo Pazzo, leggendario nativo americano della tribù degli Oglala Lakota vissuto fin verso la fine dell’800.

Ivan Francesco Ballerini traccia per traccia

Si parte dalla narrativa di Cavallo Pazzo, title track del disco e primo passo che imposta il racconto. La chitarra è ovviamente al centro della scena, con la voce morbida che racconta fatti dolorosi.

Molto più tranquilla e contemplativa l’acustica Preghiera navajo, che si dipana su temi più spirituali. Si va verso un blues di frontiera, che evoca un po’ di CSNY, con Ragazza Sioux.

Ecco poi Gufo grazioso, ricca di immagini, scelta anche come singolo e video di presentazione del disco.

Un po’ più barocchi i suoni de Lo sciamano, che viaggia in zone esoteriche. La chitarra e i cori lavorano nei dettagli di Mio fratello coda chiazzata, che parte dall’immagine di un cavallo morto per evocare massacri e vendette.

Il canto di mia figlia aggiunge ulteriore dolcezza, con un finale in crescendo. Vecchio fumo aggiunge un altro personaggio alla carrellata dell’album, con il flauto che regala suoni diversi.

Più drammatica l’atmosfera di una guerresca Penne d’airone. Si chiude in dolcezza, con cori muti e un certo senso di lutto, su Non piangetemi mai.

Canzoni dalla faccia gentile che evocano periodi della storia particolarmente bui, quelli evocati dal disco di Ivan Francesco Ballerini. Da notare l’abilità soprattutto a livello chitarristico.

Genere: cantautore

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