E’ uscito il nuovo ep dei Jerry Moovers, band punk rock di Bergamo, dal titolo 72% VOL..
72% VOL. completa un unico percorso discografico iniziato un anno fa con l’EP di 28% VOL.
Il precedente capitolo esplorava i vizi come valvola di sfogo per affrontare la quotidianità, questo nuovo lavoro alza la gradazione emotiva e sposta il focus sulle ragioni profonde di quella necessità.
72% VOL introduce una nuova tematica centrale: i “Mostri”, filo conduttore che attraversa ogni brano dell’EP. Non figure immaginarie, ma simboli del vissuto personale e collettivo, dei traumi irrisolti e delle emozioni che una generazione come la nostra porta dentro di sé. I Mostri diventano così la chiave per leggere ciò che siamo diventati e ciò che continuiamo a combattere.
Con questo EP, i Jerry Moovers firmano il loro lavoro più introspettivo, unendo l’impatto diretto del loro punk rock a una scrittura che scava senza paura nelle fragilità contemporanee.
Jerry Moovers traccia per traccia
Chitarre furibonde e ritmi acceleratissimi per Invincibile, che apre il disco con tentazioni di fuga, celebrati attraverso un discorso particolarmente rapido e rumoroso.
I ritmi non rallentano con Rum, anzi il brano è brevissimo (1 minuto e 17) e bruciante, per parlare dei postumi di una sbronza. Treni persi e tempo che è sfuggito sono gli argomenti celebrati da Limiti, che è alcolica tanto quanto la precedente.
Indizi di sentimento affiorano in Mostri, che comunque non ci pensa nemmeno di smettere di pestare come i fabbri: “Sono pieno di mostri/vuoi vederne un po’?” è l’hook del brano che fa riferimento al punk americano e che ha però un tiro melodico quasi pop.
A chiudere, ecco 31 luglio, il brano più lungo dell’ep (e ciononostante sotto i due minuti e mezzo): alcol ed emozioni al centro del discorso, a mettere in evidenza i propri fallimenti, ma con spunti rock ed elettrici molto consistenti.
Coerenti dalla prima all’ultima nota, i Jerry Moovers votano al punk (e all’alcol) la propria esistenza e la propria energia. Una storia di dipendenze raccontata in dieci minuti, con la forza abrasiva di un rock molto elettrico e senza compromessi.

