Forti di una critica molto positiva e di esperienze internazionali importanti, i Neodea fermano per un attimo il tour incessante a cui si sono sottoposti e pubblicano Paralleli, un ep da sei tracce (e un remix)
Il gruppo (“una band di Seattle nata in Italia”, secondo un giornalista americano) propone il proprio sound sostenuto e rumoroso ma non monotono.
Si parte sui ritmi di Insano, movimento accelerato e apertamente rock, ruvido e robusto come si conviene, con piccole variazioni di percorso ma senza incrinare mai un sound molto compatto.
Maggiori le pause all’interno di Scorre lento, che fa pensare ai primi dischi dei fondatori del grunge. Orchestrata su contrasti pieno/vuoto, il brano cambia passo più volte.
A proposito di grunge e di Seattle, l’introduzione della title track Paralleli non può non far pensare a Eddie Vedder e compagni, ma lo sviluppo della canzone segue i percorsi dettati da chitarre piuttosto furibonde.
Arriva poi il singolo, Seta, che abbassa i ritmi e cerca sottigliezze fin qui inconsuete. Arriva, attesa, l’esplosione sonora nella seconda parte del brano, raggiungendo buoni livelli di intensità.
Non si ritorna subito a correre, con Altre realtà, che percorre invece i meandri dell’hard rock dai ritmi moderati. Prima del remix di Paralleli, c’è Violet, che mantiene i ritmi bassi e conclude una seconda parte dell’ep complessivamente più oscura.
L’ep è un ottimo biglietto da visita per una band che, si capisce, ha già maturato una grande esperienza, soprattutto dal vivo. Qualche percentuale di prevedibilità potrebbe essere cancellata da qualche dose maggiore di sperimentazione.
L’ha ribloggato su Ag CommunicationS.