I 3quietmen, cioè Ramon Moro, Federico Marchesano e Dario Bruna, hanno appena pubblicatotre album. Tanta è la voglia di giocare con i numeri che il trio, insieme al doppio live rappresentato da Noir e Power, ha pubblicato anche il concept Perla.

Ci concentriamo qui sul concept di inediti, realizzato con la collaborazione del pianista Stefano Battaglia. L’incontro con Battaglia è nato molti anni fa con il Laboratorio di Sperimentazione Musicale della Fondazione Siena Jazz e con Battaglia i 3quietmen hanno pubblicato nel 2008 l’album Bartokosmos.

Perla è un concept album con otto composizioni originali, dedicate alle città fantastiche che nella letteratura sono state narrate da Omero fino ai nostri giorni.

Si comincia sulle note di Città invisibile, che parte con ritmi piuttosto tranquilli ma d’improvviso si anima, come in corrispondenza di piccole finestre di ritmo. Durante i quasi nove minuti della composizione si vivono vite diverse, ma si ritorna più o meno dove si era partiti.

Mecanopolis si muove nella stessa frazione di spazio intermedia tra jazz e progressive che caratterizza molto del lavoro dei King Crimson e di band similari; e lo fa con personalità, ritmo ed energia molto convincente.

Kor invece avvia operazioni notturne in cui il piano di Battaglia si erge a protagonista, mentre la seconda parte del brano lascia molto spazio ai bassi e agli strumenti a corda di Marchesano.

Lylipad gioca con le dissonanze su ritmi piuttosto placidi, anche se il cambio di ritmo, sottoforma di accelerazione plastica e in qualche modo “galattica” è dietro l’angolo.

Più tranquilli i discorsi di Ismaro, con maggiori dosi di pianoforte e movimenti più vicini al progressive. Milosis

 

Città di Dio apre con note squillanti, come se trombe angeliche accogliessero i visitatori all’ingresso. Poi però si corre a ritmi sostenuti. Si chiude con Perla, altra escursione notturna con rivoli di inquietudine.

Il disco lascia trasparire una grande fluidità e una familiarità nell’esecuzione quasi palpabile. Il “muro” (ammesso che ci sia mai stato) tra jazz e altri generi più o meno confinanti viene sorpassato ogni volta e senza esitazioni.

Proprio la capacità di mettere insieme sonorità di provenienza diversa e la versatilità del trio (o quartetto vista la presenza di Battaglia) dà luogo a un disco originale e ricco di sensazioni.