Dove gli occhi non possono arrivare è il secondo disco de La Stanza della Nonna: sette brani che ben rappresentano il percorso che il gruppo ha intrapreso dopo la pubblicazione della propria opera prima. La poetica delle canzoni di Dove gli occhi non possono arrivare resta legata ai temi più cari a La Stanza della Nonna.

Un lavoro frutto di anni ma anche di rapporti e collaborazioni nuove: fra tutte quella con Damiano Miceli che ha guidato i “nonni” in questo percorso. Non una semplice produzione ma uno scambio continuo, fatto di intere giornate passate in studio a cercare la nuova strada che La Stanza della Nonna ha voluto intraprendere con decisione e curiosità. Dove gli occhi non possono arrivare è stato prodotto grazie ai fan che hanno partecipato alla campagna di crowdfunding (la seconda che La Stanza della Nonna riesce a portare al goal) ed è stato registrato e missato al Dalek Studio di Messina da Claudio La Rosa.

La stanza della nonna traccia per traccia

Si parla di soldi regalati nell’apertura (epica) di Dove gli occhi non possono arrivare, la title track, che avvia il cammino del disco con sensazioni tra desert rock e psichedelia.

Ma se la precedente si allungava, si viaggia rapidi su Mendico, altro momento ipnotico che poi però si fa dance.

Miracoli (a volte di dubbio valore) sono al centro del testo di Hai mai visto asini volare?, dal passo lento e dalle sonorità vaste e dolorose.

Un po’ più placate le sensazioni di Anima d’idrogeno, almeno sulle prime. Poi il cantato sale forte e si adira. Le sensazioni di fondo qui si avvicinano al prog.

Si passa al dialetto per O papà, inevitabilmente dolce e malinconica. Costruzioni e meditazioni al centro di Torri, cattedrali, strade e cimiteri, riflessione sulla caducità delle cose.

L’album si chiude con Mortell-in, delicato strumentale dalle sonorità quasi rinascimentali.

Un disco breve ma significativo quello de La stanza della nonna, che riesce a condensare in sette tracce molte sensazioni e anche a mostrare una cura dei dettagli sonori meritevole di attenzione.

Genere: rock alternative

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