E’ la cantautrice Lamine, nome d’arte di Viviana Strambelli, ad aggiudicarsi l’edizione 2020 del prestigiosissimo Premio Fabrizio De Andrè sezione musica, con il brano Non è tardi.

Attrice e cantautrice, Viviana Strambelli è già pronta a fare rotta su Sanremo per partecipare anche ad Attico Monina, il format che il noto giornalista Michele Monina organizzerà in contemporanea con il Festival.

Quello che mi ha colpito – racconta Viviana – è che un progetto così indipendente, così privo di compromessi, così libero, che non strizza l’occhio a nessun tipo di dinamica né commerciale né artistica di un determinato tipo possa vincere un premio istituzionale e storicamente cantautorale…

Questo mi dà la speranza che si possa veramente, pur rispettando la propria idea artistica trovare una risposta all’esterno che non mi aspettavo assolutamente… È un senso di libertà. Per la prima volta durante il mio percorso artistico mi trovo a pensare che le due cose possono andare insieme: posso fare quello che voglio e ciò che faccio può essere recepito anche all’interno di qualcosa che sembra così strutturato. Non mi aspettavo di essere così libera e così capita.

E poi ovviamente il fatto che quando intraprendi una carriera del genere stai sempre correndo un rischio e stai sempre in qualche modo mettendo a repentaglio un equilibrio e delle certezze. Sicuramente è un’enorme carezza, un’enorme motivazione a continuare questo percorso, che è fatto semplicemente di resistenza.

E quando questo viene premiato dà un grandissimo senso al lavoro, all’impegno, quindi sono fierissima… Mi ha stupito che Dori Ghezzi, la moglie di uno dei miei cantautori preferiti, che conosce tutta la musica italiana dagli anni Sessanta in qua possa aver detto: “Voglio sentire tutte le tue cose”. Viene da una voce autorevole e da una persona che è un pezzo di storia… Non posso che essere onorata. La trasgressione e il rispetto di se stessi e contemporaneamente il rispetto istituzionale…

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