Con un amore per la musica popolare tradizionale e una particolare inclinazione alla sperimentazione, Laura Gibson, polistrumentista e cantautrice, è tra le migliori rappresentanti del songwriting al femminile. Con cinque album all’attivo e l’importante e prestigioso premio MFA per la scrittura di libri fiction ricevuto dall’Hunter College, Laura Gibson è pronta a tornare in concerto in Italia per un’unica data, il 13 novembre a Roma

Dopo l’acclamato ‘Empire Builder’ –  pubblicato da Barsuk Records/City Slang nel 2016 e definito da Pitchfork come il suo miglior disco – ad ottobre 2018 viene pubblicato con la stessa etichetta ‘Goners’, il quinto album di studio, un disco molto personale, sul dolore e sulla perdita, accompagnato da arrangiamenti minimali e spesso acustici, lasciando che sia l’intima ed evocativa voce di Laura Gibson a parlare. 

Originaria dell’Oregoninizia a suonare la chitarra sin da giovane. Il primo EP, “Amends”, risale al 2004 e quella ragazza timida e allergica ai riflettori, dalla voce spigolosa ma dolce nello stesso tempo, viene annoverata tra le promesse della West Coast. Due anni dopo è la volta di “If You Come To Greet Me” (Hush Records), ballad genuine cariche di indie-folk. Nello stesso anno arriva l’EP “Six White Horses”, una rivisitazione di sei grandi classici folk-blues, realizzati in collaborazione con il polistrumentista Jason Leonard. Nel 2009 esce “The Bests Of Season”, un album che vede la partecipazione di ospiti quali Shelly Short dei Decemberist, i Menomena ed altri ancora. Nel 2012 Laura Gibson firma con Barsuk Records e pubblica “La Grande”, un disco dalle derive folk che denota una significativa maturazione artistica, un viaggio sonoro carico di collaborazioni tra cui quella con i Calexico, Decemberist, Dodos ed Adam Selzer, che ne ha prodotto i dieci brani che compongono l’album. 

A fine estate del 2014 Laura Gibson lascia Portland per un corso di scrittura creativa a New York. Parte del viaggio è stato fatto con l’Empire Builder, il leggendario treno che collega la costa nord-est del Pacifico con Chicago. Ed è proprio il treno a dare il titolo al nuovo album pubblicato ad aprile 2016 da Barsuk Records.

“Empire Builder” segna il ritorno di Laura Gibson. Quarto album di studio, nonché uno tra i dischi folk dell’anno, è un concentrato di canzoni senza tempo che mostra la carica e il talento di questa straordinaria quanto genuina cantautrice americana, merito anche di una band davvero notevole: le chitarre di Dave Depper dei Death Cab For Cutie, le pelli di Dan Hunt dei Neko Case, Peter Broderick e l’immancabile collaborazione con i Decemberist, artisti amici che prontamente sono corsi in aiuto della Gibson, che aveva perso tutte le registrazioni e le sue chitarre in seguito a un’esplosione nell’edificio in cui risiedeva a New York.

L’ultimo lavoro di studio, ‘Goners’ arriva ad ottobre 2018.

Capace di armonie che spaziano dal country al folk fino ad arrivare alle più classiche ma mai banali derivazioni pop, Laura Gibson è senza ombra di dubbio una voce e un talento raro. 

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