Lo Sceriffo Lobo, “Confetture per adulti”: recensione e streaming


sceriffo loboArriva a cinque anni di distanza dall’ultimo disco di inediti Confetture Per Adulti, il nuovo disco dello Sceriffo Lobo. Il disco, prodotto in totale autarchia, vede i sintetizzatori a farla da padroni. Così la presentazione: “Il pastiche di melodie bubblegum pop con echi kraut da B-Movie e l’irruenza garage punk rock tocca vette lisergiche mai sfiorate prima“.

Lo Sceriffo Lobo traccia per traccia

Si parte, a tutto synth, con Carlo Carlo: voci robotiche e melodie semplici, quasi infantili, per un incipit straniante. Si prosegue con l’altrettanto obliqua Creo mostri, che costruisce battaglie sintetiche a partire dai loop.

Loop e iterazioni sono anche alla base di Ascoltando i Black Flag, che ci trasporta in un punto intermedio tra i Flaming Lips e i Devo. Il viaggio surreale prosegue, con qualche accento punk, ne Il software che mi hai regalato.

L’atmosfera si fa più serrata, con chiare idee synth pop, con Un film che non mi scorderò mai. Si prosegue con Ieri ero una persona, con un basso continuo e un senso di smarrimento di fronte ai cambiamenti improvvisi. La maglietta ricorre a disegni elettronici un po’ più approfonditi e quasi barocchi.

Ci si schiarisce la voce con Persone sulla scrivania, che torna a linee melodiche estremamente semplici. Cattive abitudini alimentari e consigli degli anziani sono al centro de Lo stomaco mi sta scoppiando. Anche Mi mastico i denti denuncia qualche disordine alimentare, in un tessuto sonoro quasi psichedelico. Si chiude con Non so far niente, chiusura in negativo e di nuovo con largo uso di loop.

Il disco dello Sceriffo Lobo sa di dadaismo e surrealtà, con idee semplici e ripetute e melodie elettroniche lineari che rimangono incise. I due passi nella mente contorta dello Sceriffo sono piuttosto rivelatori e riempiono la giornata di lampi di colore e costruzioni assurde.

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