Luca Orsini, “L’ordine delle cose gambere”: la recensione

Dopo l’uscita del singolo Il Punch, Luca Orsini pubblica il proprio nuovo ep, L'ordine delle cose gambere. Il titolo dell’ep​ rispecchia la attrazione, del cantautore marchigiano, per i crostacei e per il mondo sottomarino. La figura del gambero inoltre, con il suo modo peculiare di procedere, contiene una speciale analogia con l'idea di liberazione.

Luca Orsini traccia per traccia

Balla (con la mano sulla pancia) introduce all'ep con note ironiche e con quel tocco un po' stralunato, qui vestito rock, che sarà la cifra specifica di tutto il lavoro.

Il fantasma di Alberto Fortis si concretizza nel cantato di Gioia della zia, non l'ultimo racconto con radici nell'infanzia. Qui l'atmosfera è più sognata che ironica, con tanto di archi alati a sottolineare alcuni dei passaggi salienti.

Il Punch si manifesta come una festa triste a tinte gypsy, e qui un velo di comicità leggera si stende sul testo e sull'atteggiamento generale. Si viaggia in terreni blues con Quella che mi piace, che però ha aperture anche di carattere diverso.

Si chiude con Villa San Giovanni, che torna ad arpeggiare in salsa rock ma con un certo eclettismo bene in mostra.

I cinque brani firmati da Orsini dimostrano personalità, ispirazione, qualità nella scrittura e ottime dosi di spirito, il che non guasta.

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