Fuori ora The Spell Is Over, il nuovo ep di Adult Matters. Il nuovo lavoro dell’artista è pubblicato da Costello’s Records con distribuzione Artist First e segue l’album A Modern Witch, fortunato terzo disco dell’artista con cui ha suonato per più di 50 date tra Italia e UK in un tour che è tuttora in corso e che ha ricevuto ottimi riscontri stampa.
Come certe storie che iniziano quando lo spettacolo è finito, The Spell Is Over non rilancia l’azione, ma ne osserva le conseguenze. L’ep di Adult Matters si muove nel tempo che viene dopo: quando il rumore si abbassa, le luci si spengono e restano solo le domande. Quelle che emergono lontano dal palco, nei viaggi notturni, negli spazi intermedi, quando l’identità smette di essere performativa e torna fragile.
Adult Matters traccia per traccia
Lavoro breve introdotto da introduzione breve: The Spell apre il disco con uno strumentale di nemmeno quaranta secondi, per introdurre ai battiti accelerati, ma anche ai modi gentili, di Mindfuck. “Sometimes I wanna call you/sometimes I wanna die“: i modi del songwriting internazionale si adattano facilmente a testi che si potrebbero anche definire indie. L’ondata emotiva cresce, anche se gradualmente, per poi reinabissarsi nel finale.
Conscia di alcuni illustri precedenti, ecco poi Superman: il cantautore si dipinge mentre scrive una canzone in bagno e mentre fa altre cose poco “superumane”. Qui il dolore trova modi abbastanza crudi di esprimersi, tra una pennata e l’altra della chitarra.
L’ep si chiude con modi un po’ più tranquilli grazie a Sometimes I feel everything so much: una dichiarazione di vulnerabilità senza molti compromessi e con pochissimi filtri.
Lavoro di passaggio per Adult Matters, che conserva sempre una certa potenza comunicativa, ma che attendiamo sicuramente a evoluzioni maggiori nel corso dei prossimi album.

