Su tutte le piattaforme digitali arriva La paura non esiste, il disco d’esordio di Luisiana, progetto del cantautore siciliano Sebastiano Inturri, per tuma records con distribuzione Believe. Da oggi il brano omonimo entra in rotazione radiofonica.
Il progetto nasce da un’idea tanto semplice quanto destabilizzante: la paura non è un destino, ma un pensiero. E se è la mente a generarla, è anche l’unico luogo in cui può essere trasformata. Non c’è fuga, non c’è negazione: c’è consapevolezza.
Anche il suono dell’album segue questa tensione. L’alternative pop di Luisiana si intreccia con elementi synth pop e lo-fi, arricchiti da atmosfere dream pop che costruiscono un paesaggio sonoro sospeso, intimo e riflessivo.
Questo disco è per me come la luce in fondo al tunnel. Attraversando il buio interiore sono riuscito a raccogliere tutto me stesso e a metterlo in musica. L’ho scritto per aiutare le persone, per farle sentire comprese e al sicuro. “La paura non esiste” è una cura per chi non riesce a uscire dai circuiti intrecciati della propria mente
Luisiana traccia per traccia
Un’aria blues ma anche un’ondata piuttosto indie (con un po’ di Calcutta) accoglie chi ascolta Radici, brano d’apertura del disco. Chitarra elettrica sofferta a chiudere il brano.
Qualche flash di synth per Orsi polari, insieme a Bosco, che poi accelera e parla di legami che durano e di memorie che si allungano. Non chiude le vocali finali (chissà perché) La paura non esiste, title track morbida che si richiama a suoni anni ’80 con qualche intento consolatorio.
Si finisce in Naftalina, ondeggiante e malinconica, con tastierine a seguito. Scintilla di suoni Corrado, in cui il duetto con Elena Rinaldi si dipana sciolto e soffice, con qualche onda psichedelica e colorata.
Auto-innamoramenti e ritmi mossi per Mastice, che va alla ricerca di cose più profonde anche con l’ausilio di voci robotiche. A chiudere, La storia: intenti narrativi che prendono forma su un brano dai sapori r&b e con vario uso dei synth.
Da una copertina che è quasi troppo indie per il suo stesso bene, Luisiana ci guarda dietro gli occhiali scuri, le mani intasca, lo scazzo palese. Sentori di Gazelle, di Leo Pari, di Legno si avvertono nelle fragranze del suo progetto, palesemente in ritardo di cinque-sette anni. Ma cosa c’è di più indie che arrivare in ritardo netto sul periodo d’oro dell’indie?
Il disco è molto gradevole e offre qualche sorpresa qui e là, lasciando su tutto una patina di nostalgia leggera. La coerenza sonora si sposa bene con un progetto che può riservare qualche buona notizia anche più in là.
Chi è Luisiana
Luisiana è il progetto artistico di Sebastiano Inturri, nato nel 2025 dalla necessità di raccontare la città da dentro. Con testi in italiano e un immaginario urbano nitido, fonde synth pop ed elettronica, intrecciando dream pop e lo-fi in un sound immersivo e contemporaneo. Le sue produzioni creano atmosfere sospese tra malinconia e luce, dove ogni suono diventa spazio e ogni silenzio respiro.
I brani raccontano emozioni intime e universali con un linguaggio diretto, lontano dal virtuosismo e vicino alla verità. La voce si muove tra fragilità e presenza, trasformando vissuti personali in esperienze condivise. La direzione sonora, affidata a Daniele Zanotti, Sergio Bancone, Andrea Massei e Filippo La Malfa, costruisce un’identità riconoscibile. Dopo Millie Bobby Brown (23 ottobre 2025) e Mastice (16 gennaio 2026), Luisiana debutta con l’album La paura non esiste.

