Marcos, “Gradi di libertà”: recensione e streaming

E’ su tutte le piattaforme digitali il primo disco solista di Marcos, musicista e autore, già noto per il suo ruolo in diverse formazioni (Seven Jay, Laika Vendetta, Hoka Hey). Questo ep dal titolo Gradi di libertà è un disco personale, sentito e stratificato di influenze che partono dall’alternative rock, un nuovo capitolo e un nuovo inizio per l’italo brasiliano Marcos Cortellazzo, che nel titolo richiama un concetto di Statistica, intesa come scienza.

Il gioco del Tris spiega infatti al meglio i gradi di libertà: ogni casella vuota rappresenta una “libertà” e a mano a mano che viene presa una scelta (X/O), le possibilità per l’avversario si riducono. Nel gioco, chi ci sfida crea dei vincoli tramite le sue scelte, lasciando a noi sempre meno spazio di movimento.  

Osservando il periodo di transizione tra questo nuovo percorso solista ed il mio passato in altre band, ho notato come la vita ci presenti continuamente dei vincoli, sia sotto forma di condizioni esterne, che come pensieri che ci guidano nelle scelte. Il mio unico grado di libertà, al netto dei vincoli dati da esperienza, necessità e ispirazione musicale mi spingeva quindi nel fare un primo passo, dando vita ad un disco che parlasse dei miei pensieri.

Ognuno è continuamente sottoposto a questo gioco, incessantemente, nella vita di tutti i giorni. Il concetto di gradi di libertà, tramite i vincoli, lavora dentro di noi e ci permette di fare delle scelte. Quanto più sapremo conoscerci veramente, più queste scelte ci porteranno verso la nostra personale strada autentica. 

Nella vita questo accade di continuo, le nostre scelte sono sempre frutto di caselle già occupate, se non da qualcuno, almeno da noi stessi con le nostre paure, pregiudizi, con il nostro carattere ed esperienze. Sono tutti vincoli che ci spingono incessantemente  verso alcune decisioni, che formeranno un nuovo tassello nel nostro percorso. 

Marcos traccia per traccia

L’ep si apre gradualmente sulle atmosfere di Carl Sagan: le considerazioni scientifico-filosofiche del divulgatore newyorkese fanno da contrappunto a una ballata rock-pop allungata e a ondate successive.

Molto diretta e molto anni Novanta, ecco poi Giudizio, che corre su autostrade rock, con il drumming che picchia forte e gli altri strumenti che si muovono altrettanto velocemente.

Ballatona alert: ecco Ci siamo abbracciati e siamo andati avanti, che si monta su un giro semplice di chitarra, con la sezione ritmica che fornisce un contesto un po’ più sostanzioso.

Un po’ di synth alimenta la parte iniziale di Sasso, che poi si ricolloca sotto sonorità a prevalenza elettrica, raccontando dolori con grande impeto, pur parlando di “un mercoledì qualunque/di quelli che non noti mai”.

Sceglie strade semplici Marcos, con qualche pizzico di “già sentito” qui e là, per quanto tutto suoni come piuttosto sincero e ricco di energia. Si può fare qualche sforzo in più sulla strada dell’originalità, senza dubbio, però l’effetto complessivo è molto gradevole.

Genere musicale: rock-pop

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