Marian Trapassi: quello che sono io oggi

Bianco è il nuovo album di inediti della cantautrice Marian Trapassi, anticipato da Futuro e Solo una parola, singoli disponibili online in digitale e su tutte le piattaforme streaming. Abbiamo intervistato la cantautrice.

Vuoi raccontare su quali basi hai lavorato il tuo nuovo album Bianco? E perché proprio Bianco?

Bianco è una parola ricorrente nei testi di questo album, bianco, è il colore della purezza dell’autenticità, ha tanti significati e simbologie, lo scatto di Ray Tarantino, che poi è diventata la copertina, mi ha ispirato per il titolo, dava esattamente l’idea di questo album, una foto molto luminosa dove si vedono solo in primo piano gli occhi. Volevo dare questo valore al disco, è il mio sguardo sulle cose. Ed è da questo che sono partita.

Dichiari che questo disco è nato giorno per giorno. Che tipo di periodo fotografa?

In questo album ci sono le canzoni che voglio cantare adesso, quello che mi appartiene, chi sono io oggi.

Vorrei sapere come nasce Blu e perché l’hai scelta come singolo

Blu, è il terzo singolo, è una storia di trasformazione, di indipendenza di rinascita. E’ un brano che fa immaginare spazi aperti, spazi blu, cieli e mari aperti. Le canzoni nascono tutte allo stesso modo, per necessità, per l’esigenza di raccontare qualcosa, la musica e le parole a quel punto si combinano insieme nel modo migliore per esprimere quello che si vuole comunicare. L’abbiamo scelta per l’uscita dell’album perché è quella che ha una connotazione precisa. Difficile dimenticarsene dopo il primo ascolto.

Che cosa ha regalato il produttore Paolo Iafelice a questo disco?

La figura del produttore è molto importante, Paolo Iafelice, con cui collaboro già dal precedente album, ha curato gli arrangiamenti e scelto la sonorità del disco. Ha messo la sua firma. E’ partito dalla scrittura, tutto è stato costruito con l’abilità di un alchimista, così da ruotare attorno al testo e al mondo che evocavano i singoli brani. In questo album c’è tanta musica, tante sfumature tanti colori e atmosfere e rimandi differenti, pur essendoci una coerenza e una riconoscibilità di suono. Come nella teoria dei colori, il Bianco in realtà è la somma di tutti gli altri.

Che tipo di “Futuro”, per citare un tuo brano, vedi per questo disco e per i prossimi passi della tua carriera?

Quello che mi auguro è poter fare tanti concerti e calcare tanti palchi e tutto quello che di meglio possa arrivare. Si sa, per leggere il Futuro ci vorrebbe la sfera di cristallo, io per adesso conosco un solo futuro, quello che mi conquisto ogni giorno col mio lavoro e con la mia musica.

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