Marrano, “Perdere”: recensione e streaming

I Marrano sono una rock band originaria di Rimini nata nel 2015 da Andrea, Daniele e Nicola. Alle spalle hanno un disco e un’intensa attività live. Anticipato dal singolo Golf, Perdere è il loro nuovo album.

In download esclusivo per TRAKS (qui sopra) c’è la traccia di apertura del disco, Pioggia del diavolo.

Marrano traccia per traccia

Si parte con il ritmo battente di Pioggia del diavolo e con una voglia di aggressione piuttosto chiara, pur immersa in sonorità che hanno riferimenti rock internazionali molto distinti.

Chitarra a distesa e un po’ di Placebo sullo sfondo di Blue Whale, una balena blu che scarica con voluttà i propri impulsi elettrici (e alcolici).

Drumming sempre molto vivo e qualche ambiguità nel cantato di Golf, altro pezzo che non si tira indietro né quando c’è da urlare, né quando c’è bisogno di fare fuoco e fiamme a livello sonoro.

Si placano un po’ i sentimenti distruttivi con L’odore del distacco, che non è propriamente una ballad: più un passaggio oscuro attraverso il quale transita l’album.

Ma si torna a pestare duro presto, anzi subito: c’è ancora rancore da scaricare con Oceano dei vivi, che può far pensare un po’ alla new Wave italiana anni ‘90, ma anche ai Verdena.

E’ un addio, un po’ drogato e molto elettrico, quello che si celebra con potenza all’interno di Quattro Venti.

Gente prosegue l’assalto, rispettando gli stilemi del rock, quasi del metal più fiammeggiante, ma con tendenze taglienti e acide. Storie di provincia narrate con astio.

Velocità punk quelle che si consumano all’interno di Amore liquido, particolarmente frenetica, corale e rapida.

A Sam piace l’ospedale, e di questi tempi è cosa che suona particolarmente sinistra. Ma la narrazione si dipana in modo piuttosto obliquo, sempre condita da cascate di chitarre.

Si chiude, un po’ sorprendentemente, con il brano più malinconico e tenue del disco, A perdere, quasi un brano indie pop messo a conclusione di un disco che va da tutt’altra parte. Certo anche qui le chitarre si fanno sentire, ma l’atteggiamento lascia intravvedere anche facce diverse e possibili della band.

Ottimo lavoro e ottima conferma quella dei Marrano, che non lesinano certo gli sforzi per fornire una via (romagnola?) al rock intenso ma non troppo passatista. Anzi le urla e le schitarrate suonano particolarmente giovani e attuali, contribuendo a un disco agile, ricco e pieno.

Genere: rock

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