Murubutu, “Storie d’Amore con pioggia e altri racconti di rovesci e temporali”: recensione e streaming

È disponibile per Glory Hole Records il nuovo lavoro in studio di MurubutuStorie D’Amore Con Pioggia E Altri Racconti Di Rovesci E Temporali. Un album e un tour che hanno avuto un’anticipazione con il singolo Black Rain feat. Claver Gold e Rancore.

“Questo nuovo disco è il mio settimo tributo al connubio fra musica rap e letteratura nonché il mio quinto concept album. I brani che lo compongono hanno tutti un comun denominatore: la pioggia.La pioggia come scenario incantevole o temibile, come illusione del tempo sospeso; la pioggia come dono o punizione, paura o speranza ma soprattutto come metafora delle nostre infinite possibilità esistenziali, tutte contenute dentro a innumerevoli gocce che riflettono il mondo ognuna da una propria unica prospettiva.

La pioggia si fa medium narrativo attraverso cui sviluppare concetti complessi come il rapporto con il tempo, il valore della memoria, la metamorfosi dei luoghi nonché fenomeni contemporanei come l’inquinamento, le diseguaglianze socioeconomiche, la dittatura politica, il disagio psichico.

Fondamentale il tema dell’amore, presente già nel titolo, declinato anch’esso in tante sfaccettature diverse e relazionato con una tensione fantascientifica che attraversa tutto il disco, caratterizzandolo in modo peculiare rispetto ai precedenti. I rap-conti contenuti nell’album sono ambientati in tanti luoghi, prossimi o remoti, dove la pioggia accompagna spesso la ricerca di un amore o di un equilibrio che pare perduto per sempre e che talvolta verrà riconquistato privilegiando il colloquio col tempo. 

Murubutu traccia per traccia

Il classico timbro parzialmente gutturale di Murubutu si fa vivo fin dal primo brano del disco, Ode alla pioggia – intro, in cui il fenomeno atmosferico è il vero protagonista attorno al quale si radunano i pensieri del rapper.

Si lotta con ricordi e memoria all’interno de Il migliore dei mondi, riferimento a Leibniz e a tutte le polemiche filosofiche successive, in un brano che però è molto più romantico che intellettuale.

Ci sono l’abituale compagno d’armi Claver Gold ma anche Rancore nella molto battagliera Black Rain, che più che alla cinematografia anni Novanta però fa riferimenti alla mitologia, in un ambiente particolarmente irto di difficoltà.

Dia e Lion D invece partecipano all’affresco creato da Nuvole, un po’ più morbido e vagamente dub ma non per questo meno drammatico.

Markus ed Ewa, storia ambientata nella Germania Est pre-caduta del Muro, è tratteggiata con tutte le oscurità del caso, tra altre gocce di pioggia, attese interminabili e altri sentimenti accorati.

Più fitta Une chrononaute à Paris, che cambia ambientazione ma non clima né sentimenti, con un tratteggio molto fitto, con viaggi nel tempo e con una tromba con sordina che aggiunge toni addolorati sullo sfondo.

Torna la voce di Dia in Temporale, a descrivere panorami marini e vite scivolate via. La canzone è un altro racconto, intenso e dettagliato, e ha già accentrato moltissimi ascolti sugli store, grazie alle qualità melodiche e struggenti.

Arriva poi Black Rain, pt. 2, che allinea Mattak, Inoki e Dj Fastcut in un’altra esplorazione oscura, sempre più a fondo. La Legio XII fulminata fu una leggendaria legione romana, costituita da Giulio Cesare e sopravvissuta per secoli, tra vittorie, sconfitte ed episodi miracolosi.

Ecco poi Pioggia infinita, con Moder, altro discorso particolarmente denso, con altri riferimenti mitologici. Le infinite possibilità di Multiverso si configurano alla ricerca di una costante. Ma esistono costanti nel Multiverso?

Il cataclisma originale e la pioggia più vasta di tutte si convogliano in Diluvio universale, con En?gma e DJ Caster: quaranta giorni e quaranta notti per cancellare l’umanità, salvo poi scoprire che ritorna peggio di prima.

C’è ancora Dia all’interno di Pentagramma dell’acqua, quasi serena (almeno rispetto al resto del disco) ma comunque ricca di domande. Archi dai toni drammatici introducono Palazzo di Gemme, con Dhany.

La pioggia è finita con Ode alla pioggia – Outro, ma non sono migliorati né l’umore né la situazione: la chiusura del disco è profondamente malinconica e nostalgica.

La pioggia di versi e di pensieri di Murubutu colpiscono nel segno e cambiano anche un po’ la prospettiva con cui guardare il lavoro dell’artista: i lavori precedenti potevano suggerire una presa di posizione quasi completamente scissa dal resto della scena hip hop, con una posizione intellettualistica anche contrapposta alle argomentazioni dei colleghi.

Qui Murubutu invece si sporca un po’ le mani, mantiene le proprie radici culturali profonde ma parla di amore e di vita senza chiudersi alle collaborazioni e anche a un’accessibilità più diffusa. Il che non significa abdicare alla qualità o alla tecnica, ma semplicemente aprire un po’ di più le porte, che non è un delitto.

Genere musicale: hip hop

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