Nadàr Solo, “Semplice”: la recensione

nadàr soloUscirà il 7 ottobre il nuovo disco dei Nadàr Solo: si chiama Semplice il nuovo lavoro del trio torinese. La band torna qualche tempo dopo Fame (che avevamo recensito qui) con un disco molto diretto, registrato nel proprio studio di registrazione

Nadàr Solo traccia per traccia

La prima traccia del disco è Marco, brano sfacciato e veloce, con dinamiche del tutto rock senza infingimenti di sorta. A seguire Aprile, già nota in qualità di singolo, che approccia il discorso in maniera più morbida, salvo poi accelerare un po’ nel corso del pezzo, con qualche caratteristica pop/mainstream (per esempio l’uso del ritornello).

Atmosfera diversa quella della tempestosa Diamanti, tra drumming ossessivo e obiettivi di vita borghesi (semplici?), forse irraggiungibili. Cattivi pensieri, a dispetto di qualche scatto in avanti, prova invece a cambiare l’atmosfera sonora allargando un po’ i paesaggi, senza rinunciare alla chitarra.

Altri obiettivi di vita in Semplice, la title track, condizionati da cattive caratteristiche e condizioni circostanti, in mezzo a un ritmo alto ma non esasperato, in un rock di classe media. Pensieri scuri attraversano il cielo de Il Coltello, tra le più malinconiche del disco, mentre con Il Nostro Ritorno l’umore oscuro si trasforma più facilmente in aggressività ed elettricità.

Weekend sorprende per il testo, che parte da un contesto familiare e tranquillo per disegnare una realtà radicale e differente, tra interessanti tessiture di chitarra. Icaro torna a picchiare piuttosto duro, per raccontare la storia di un nuovo volo con ali di cera. Da un altro pianeta si rivela come più lirica e disposta a parlare di sentimenti, senza essere sdolcinata. A modo mio chiude in acustico e con una certa patina di tristezza.

I Nadàr Solo confermano le proprie ben note ottime qualità di scrittura, accompagnandole con sonorità che tengono fede al titolo dell’album senza però mai scadere nella banalità. Il disco è vario e ricco di buone canzoni e buone sensazioni.

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