NDM, “Non so se avete presente”: la recensione

Non so se avete presente è il nuovo ep della band romana NDM, che si era fatta già notare per il singolo Indieota. Da  oggi venerdì 13 novembre è disponibile in digital download e su tutte le piattaforme streaming. Cinque brani che ben rappresentano l’anima della band: sound deciso e diretto, estremamente energico e senza fronzoli, e testi riflessivi, dalle tinte cupe o satiriche e con i quali gli NDM non hanno paura di esprimere con fermezza le proprio idee “sempre in caps lock”, come i titoli dei loro testi.

“NON SO SE AVETE PRESENTE” è il nostro secondo lavoro e arriva a due anni di distanza da “All’Inferno”. Il clima minimale e le sonorità legnose del primo album sono radici di un albero che in questo lavora sviluppa i suoi rami in direzioni più moderne, a tratti oscure e violente, che conservano le sfumature del cantautorato italiano. L’EP è bipolare, duale. Ne è evidenza anche la copertina e la parte grafica tutta: ha un volto canzonatorio ed uno tremendamente serio. Si scontra con il concetto di bene e male, di pazzia e normalità, vizio e virtù. È un viaggio nei lati più oscuri della nostra esistenza la cui bellezza è legata proprio alla sua verità, alla sua precarietà. Siamo lontani dalla rappresentazione di un racconto rose e fiori, ma vicini alla vita nella sua interezza e complessità.

NDM traccia per traccia

Introduzione molto robusta al lavoro grazie a Cattiva madre, che parla di infanzia ma in termini molto elettrici e abrasivi, con molte sensazioni che richiamano direttamente al rock italiano degli anni ’90.

Piuttosto ironica, variabile e pazzoide, ecco poi Elettroshock, che fanno pensare ai Litfiba degli inizi, con una cadenza volutamente appesantito e un andamento che sa di hard rock.

E a proposito di hard rock, si fa un tuffo carpiato all’indietro fino ai Seventies con Giostra, che si veste di psichedelia offrendo la possibilità di mettersi in mostra anche alle abilità strumentali della band.

Ecco poi il molto polemico singolo Indieota, magari un filo superficiale nei confronti della scena indie ma molto centrato dal punto di vista musicale.

L’ep chiude con Onde danzanti, pezzo che parte in modo ragionevole ma con la tensione che sale in modo pericoloso, fino alle esplosioni, controllate e incontrollate.

Un sound che sa di antico, ma detto in senso positivo: gli NDM non si vergognano di fare rock, anzi se ne vantano, e lo fanno anche in maniera decisa, ruvida, integrale, quasi integralista. Ne escono cinque pezzi roventi che spesso strappano un sorriso e di sicuro fanno battere il piede. Prima o poi sarà bello vederli dal vivo.

Genere: rock

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