Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Nicolò Marangoni, giovane cantautore del vicentino che ha di recente pubblicato un nuovo singolo Flaubert, un nuovo mondo dove i libri e i sentimenti sono metafora gli uni degli altri. Ecco cosa ci ha raccontato, rigorosamente #senzacontesto.

Ciao Nicolò, questa sarà un’intervista un po’ atipica. Ti chiederò di elencarmi e commentare cinque cose:

Il disco che più ti ha segnato nel 2020

Il disco che mi ha più segnato quest’anno forse è Fine Line di Harry Styles. Mi ha colpito subito e mi ha molto influenzato a livello musicale.

Il film che hai guardato da solo durante la quarantena

One Day diretto da Lone Scherfig e interpretato da Anne Hathaway e Jim Sturgess. Questa storia d’amore “sfalsata” nel tempo, mi ha fatto molto immaginare e mi ha portato anche a scrivere una canzone. Lo consiglio a tutti questo film.

La canzone che ti ricorda l’ultima volta che sei stato innamorato

Ingenuo e romantico di Cristiano De Andrè. Mi ricordo molto bene questo, la si è ascoltata insieme e la magia di quel pomeriggio.

Quel libro che devi leggere ma che non sei mai convinto abbastanza

Un libro che ho sulla scrivania da molto tempo, e che rimando sempre è Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta di Robert Pirsig, a cui arriverò penso nel giusto momento.

Una foto senza nessun tipo di contesto

Qui ero in studio, stavamo registrando i brani del mio primo album. Era una giornata intensa, ma piena di emozione, occhi lucidi e sogni puri e grandissimi. Non vedo l’ora che possano essere di tutti quelle canzoni.