E’ uscito, in collaborazione tra Ghost Records e Sangue Disken, il nuovo album di Old Fashioned Lover Boy, cantautore italiano che con il brano Oh My Love ha conquistato oltre 130mila plays su Spotify. Our Life Will Be Made Of Simple Things è il suo secondo disco: Old Fashioned Lover Boy, pseudonimo dietro al quale si cela Alessandro Panzeri, napoletano appassionato di folk americano, ex ferroviere, in pianta stabile a Milano per lavoro da oltre 3 anni.
“Our Life Will be Made Of Simple Things è il mio racconto personale dedicato alla bellezza delle cose semplici. Rappresenta la fine dell’ostinata ricerca della felicità attraverso la fuga e la realizzazione di se stessi mettendo radici e godendo dei propri piccoli successi personali. L’amore di una donna, l’affetto della famiglia, gli amici di una vita, il viaggio per poi tornare a casa propria, la malinconia meravigliosa della vita.” OFLB, 2016
Old Fashioned Lover Boy traccia per traccia
Il disco si apre con Bowling Green, nome di cinque città negli Stati Uniti, la più grande delle quali si trova in Kentucky: a prescindere dagli spunti geografici, sono chiare le radici del suono di Old Fashioned Lover Boy, che si appoggia sul folk, raccogliendo ciò che gli serve anche dal blues, dal soul e, praticamente soltanto in questa traccia d’apertura, anche dal rock.
Gia con Carry On, che segue, le atmosfere tendono a placarsi e a suggerire soluzioni più soft. Passo lento e quasi trascinato quello di Oh My Love, in cui qualche suggestione della musica black emerge in superficie. Escape effettua un altro tipo di emersione, quella da un background all’inizio molto minimal, poi man mano più soffuso, con accordi sghembi e svisati a inserire qualche elemento quasi psichedelico.
Tempo di alzare un po’ il ritmo: ecco infatti So Far So Close, con un drumming mosso e visibile, e anche la voce smette di sussurrare e si alza. Macca abbassa i ritmi di nuovo e si abbandona a onde melodiche molto tradizionali e rassicuranti. Le scarpe fangose di Muddy Shoes sono simboleggiate da un battito sotterraneo (o subacqueo) che oppone un contrasto alla dolcezza di una canzone malinconica.
Malinconia che non svanisce quando si approda sulle anse di Open Road, anch’essa preda di ritmiche sghembe e movimenti singolari, placati però dal manto di un pianoforte morbido e sensibile. Ultima traccia del disco From Grace, in cui chitarra e voce forniscono l’architrave, e un diffuso senso di melodia fa il resto.
Un buon disco e una buona conferma per Old Fashioned Lover Boy, all’inseguimento di sensazioni rese a volte anche con metodi non del tutto ortodossi. Le canzoni magari non fanno gridare al miracolo per originalità, ma mettono a nudo un’ottima capacità di scrittura e una coerenza di sonorità sulle quali è piacevole stendersi.
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